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venerdì 11 marzo 2011

Posata la prima pietra della stazione “Italia”


 COSTA RICA.  Scende la notte nella riserva di Karen Mogensen, nella penisola di Nicoya. È un concerto di suoni: cicale, scimmie urlatrici, varie specie di uccelli e altri animali salutano la fine del giorno e sembrano festeggiare la posa della prima pietra della nuova stazione biologica e meteo-climatica “Italia”, realizzata dalla onlus delle Gev, “Foreste per sempre”, in collaborazione con enti costaricensi e organizzazioni modenesi.

mercoledì 9 marzo 2011

Modenesi in Costa Rica creano nella foresta una stazione climatica


 SAN JOSÉ (Costa Rica). Salvaguardia e studio delle biodiversità animali e vegetali, rigenerazione della foresta tropicale, conservazione e protezione dell’ambiente. Sono le basi su cui si fonda il progetto della stazione biologica e meteo-climatica “Italia”: dall’altra parte del mondo, nella verdissima repubblica di Costa Rica, immerso in 900 ettari di foresta tropicale, un impianto tutto modenese a difesa del clima e della natura.

martedì 8 marzo 2011

Si chiamerà “Italia”: ieri posa della prima pietra

 SAN JOSÉ (Costa Rica). «Stiamo realizzando un sogno, una bella avventura italiana e costaricense». Così il vicepresidente della repubblica di Costa Rica, Alfio Piva - ospite a Modena il mese scorso per un incontro con le Gev - è intervenuto alla serata nella quale è stato presentato il progetto modenese della stazione biologica e meteoclimatica “Italia” della riserva Karen Mogensen, nella penisola di Nicoya.

Un laboratorio e una torretta per osservazioni


 SAN JOSÉ (Costa Rica). Come sarà attrezzata la stazione “Italia” realizzata dai modenesi nel Paese sudamericano? Oltre 160 metri quadrati, in cui troveranno spazio un laboratorio, uno studio, un dormitorio dove possono alloggiare quattro persone, un magazzino esterno e una torretta da utilizzare sia per l’osservazione, sia per il rilevamento dei dati mateoclimatici.

domenica 6 marzo 2011

Attenti ad attraversare la strada!

SAN JOSE' (Costa Rica). Attento quando attraversi la strada, ma anche quando cammini sul marciapiede. A chiunque arrivi a San Josè, viene fatta una raccomandazione: "Stai attento ad attraversare la strada". Perchè a San Josè, la capitale della repubblica di Costa Rica, le auto sono dappertutto (e i costaricensi guidano in maniera illogica, da far sembrare il traffico di una città come Napoli ordinato come quello di una città svedese o nordeuropea).  Pick-up e suv, soprattutto, della Ford, della Nissan, della Mitsubishi, in fila lungo le avenida e le calle, tra colonne di autobus americani anni '80. Ferme e immobili, che conviene andare a piedi. E qui viene fatta la seconda raccomandazione: "Attento ai marciapiedi". Buche di ogni dimensione infatti si aprono un po' ovunque (anche per questo i costaricensi hanno macchinoni e non piccole e pericolose utilitarie):  voragini non segnalate, tombini scoperti, a cielo aperto, con il rischio di perderci una gamba e di finire all'inferno. O magari si spunta dall'altra parte del mondo e quindi a casa. Ma, nonostante il rischio di cadere in una buca sia più che reale, i costaricensi non camminano con la testa bassa. Anzi. Hanno lo sguardo alto e allegro di chi è fiero e soddisfatto di appartenere a un popolo che ha abolito l'esercito nel 1948, ha dato il voto alle donne molto prima di noi, ha scelto di vivere con lentezza (a questo proposito, si veda il blog di Giovanni Gualmini sul sito della Gazzetta di Modena), punta sulla difesa dell'ambiente e sulla diplomazia a livello internazionale. Sono popolo, ovvero ciò che noi non siamo. Idee già del presidente Figueres, (oggi il presidente è una donna, Laura Chinchilla Miranda, altro segno di emancipazione rispetto al nostro vecchio scarpone) una cui residenza oggi è diventata un ostello per giovani (in un'altra vive oggi un ambasciatore). Viene in mente una terzina dantesca: 
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

Purg. VI (75-78)
 Un suo motto celebre fu: "Con i soldi? Ho comprato le caramelle". Un dubbio  italiano sorge spontaneo: per le nipoti di qualcuno?

venerdì 4 marzo 2011

Piovono dollari (o quasi)

Eccoci qua. Superata Cuba, in questa foto stiamo sorvolando le isole Cayman: il paradiso...fiscale (scaramanzia). Dicono che nelle Cayman Islands piovano dollari, euro e yen esentasse a catinelle (non a catenelle, quelle che dovrebbero andare nei polsi dei maxi evasori) E in effetti dall'aereo si vedono parecchie nuvole sotto di noi, un oceano bianco che risplende su quello azzurro, fino a perdersi nell'orizzonte. Ma noi voliamo più in alto, e di certe condizioni meteo a bassa quota non ci curiamo. Almeno fino all'atterraggio  (che non è qui ma a San José in Costa Rica).