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martedì 1 febbraio 2011

Auschwitz, rientro pieno di emozioni


Qualcosa è cambiato. Lo si è notato subito negli sguardi degli oltre 600 studenti modenesi. Dopo cinque giorni di visita ad Auschwitz, Birkenau e i luoghi simbolo dell'Olocausto, ieri pomeriggio il ritorno a Carpi per i ragazzi di "Un treno per Auschwitz".

I giovani si confrontano con gli adulti

 Un lungo confronto tra adulti e ragazzi. “Un treno per Auschwitz” è anche un treno della condivisione nel quale studenti, professori, scrittori e amministratori, si scambiano impressioni e riflessioni sulla terribile tragedia della Shoah. Gli incontri e i laboratori in treno - come già nel viaggio di andata - hanno aperto spiragli su temi importanti: la rappresentabilità dell’Olocausto, affrontata dall’attore e regista Gigi Dall’Aglio, il rapporto tra Shoah e genocidi, a cura di Marco Scarpati dell’Università di Parma.

«Il viaggio non termina qui»

 «Il viaggio non termina qui. Fino ad aprile ci saranno nelle scuole altri cinque incontri con esperti per riflettere ancora sulla Shoah».
 Marzia Luppi, professoressa al Meucci e direttrice della Fondazione ex Campo di Fossoli, trae un bilancio della 7ª edizione di “Un treno per Auschwitz”, iniziativa che negli anni ha portato oltre 4mila studenti in visita nei luoghi simbolo dell’Olocausto.
 «L’anno prossimo? Dipenderà dai finanziamenti, ma c’è molta fiducia che “Un treno per Auschwitz” trovi ancora le sensibilità giuste per ripetere in maniera nuova questo viaggio di condivisione. Quest’anno ho accompagnato la mia classe: un valore aggiunto per un’esperienza ogni volta intensa».
(e.spa.)

lunedì 31 gennaio 2011

Auschwitz. Il viaggio dei seicento ragazzi modenesi Gli studenti di "Un treno per Auschwitz" rientrano dalla Polonia

CRACOVIA (Polonia)  Ore 19.05: »Un treno per Auschwitz«, con a bordo gli oltre 600 studenti degli istituti superiori modenesi, riparte dalla stazione di Cracovia Plazòw alla volta di Carpi. Dopo la visita nei lager di Auschwitz e Birkenau, inizia il viaggio di ritorno, nel quale i ragazzi sono chiamati a restituire le impressioni di questa esperienza.

Le nostre vittime di Auschwitz

 Anche ebrei modenesi tra i deportati ad Auschwitz. I loro nomi insieme a quelli di altri ebrei uccisi dai nazisti sono ricordati in una lapide del Tempio di piazza Mazzini.

Le fiaccole dei seicento studenti modenesi nel deserto di Birkenau


 BIRKENAU (Polonia). Una fiaccolata per non dimenticare. Sotto il pallido sole di Birkenau, nell’atmosfera di nebbia e rovine del campo di sterminio conosciuto anche come Auschiwitz II, gli oltre 600 studenti di “Un treno per Auschwitz” hanno reso ieri omaggio alle vittime della Shoah: una cerimonia di commemorazione, conclusasi con una fiaccolata lungo binari che per centinaia di migliaia di deportati, provenienti da 30 diverse nazionalità, rappresentarono itinerari verso la morte.

L’incubo dei forni crematori


 AUSCHWITZ (Polonia). Cala il gelo negli sguardi dei ragazzi mentre visitano il block del forno crematorio e della camera a gas.
 É una volta usciti da lì che gli oltre 600 studenti di “Un treno per Auschwitz” si rendono realmente conto dell’immane tragedia dell’Olocausto, di cui il lager polacco è simbolo.
 La spensieratezza per un momento li abbandona: di fronte ai muri spogli e incrostati e a quell’odore di fumo e di morte che entra fin dentro le ossa, si muovono con rispetto e circospezione.

I 600 studenti modenesi a Cracovia dopo 20 ore tra musica ed emozioni


 CRACOVIA (Polonia). Stanchi, assonnati, ma entusiasti. Gli oltre seicento studenti di “Un treno per Auschwitz” arrivano alla stazione Plaszòw di Cracovia alle 14.30, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Dopo un viaggio di circa 20 ore, si mette piede sul suolo polacco. E già nell’area in cui sorge la stessa stazione Plaszòw, in un quartiere periferico della città, si scopre che in passato c’era stato un campo di concentramento nazista: i ragazzi, stivali ai piedi, iniziano a percorrere i tragici percorsi della storia ebraica del ventesimo secolo.

Bertucelli: "Un viaggio per vivere lìemozione e capire la tregedia"

25 gennaio 2011 —   pagina 20   sezione: speciale

«Il senso profondo di questo viaggio? É un'esperienza che si rivolge a testa e cuore dei ragazzi, per comprendere che Auschwitz non è un luogo espunto dalla nostra storia, ma un nodo drammatico sul quale continuare a riflettere». Lorenzo Bertucelli, presidente della Fondazione ex Campo di Fossoli, ha visitato Auschwitz numerose volte: da solo, in qualità di storico, e al fianco delle centinaia di ragazzi che da sette anni affrontano questo viaggio nel luogo simbolo dell'Olocausto. «Non possiamo accontentarci dell'impatto emotivo: dall'emozione deve nascere una riflessione profonda sul perchè di una simile tragedia».

Anche il rabbino a Carpi per salutare i 600 ragazzi partiti per Auschwitz


 C’è anche uno scompartimento biblioteca sul “Treno per Auschwitz” organizzato dalla Fondazione Ex Campo di Fossoli: un vagone nel quale leggere e approfondire la memoria dell’Olocausto, prima di toccare con mano, vedere con i propri occhi il luogo simbolo dell’orrore nazista: il campo di concentramento di Auschwitz, oggi patrimonio dell’Unesco.