C’è anche uno scompartimento biblioteca sul “Treno per Auschwitz” organizzato dalla Fondazione Ex Campo di Fossoli: un vagone nel quale leggere e approfondire la memoria dell’Olocausto, prima di toccare con mano, vedere con i propri occhi il luogo simbolo dell’orrore nazista: il campo di concentramento di Auschwitz, oggi patrimonio dell’Unesco.
Il treno partito ieri dalla stazione di Carpi, destinazione Polonia, è insieme un convoglio della memoria e un “train de vie”. A bordo la spensieratezza e l’allegria di oltre 600 studenti convivono con la saggezza e la cultura di scrittori e docenti: Carlo Lucarelli, Paolo Nori. Non manca la musica, alla quale penseranno Stefano “Cisco” Bellotti, Massimo Zamboni, Giovanni Rubbiani, Alberto Cottica e altri strumentisti.Alle 17 il “Treno per Auschwitz” lascia la stazione. Il fischio del locomotore annuncia per i 600 ragazzi delle scuole modenesi che l’attesa è finita e inizia il viaggio: 22 ore attraverso tre stati, con arrivo previsto oggi pomeriggio a Cracovia. Prima della partenza, alle 15, arriva il saluto delle autorità. Dal palco, il rabbino della comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Rav Beniamino Goldstein, afferma di non essere mai stato in visita ad Auschwitz.
Davanti agli studenti partiti ieri pomeriggio, Goldstein ammette di non aver avuto mai il coraggio di visitare quei luoghi dell’orrore nazista: «Ho provato ad immaginare - racconta - una tragedia di cui hanno cercato a nascondere le prove». Le sue parole risuonano nelle orecchie dei ragazzi emozionati.
Dal palco posizionato in stazione, anche il presidente del Consiglio regionale, Matteo Richetti, ricorda la sua partecipazione all’iniziativa, 3 anni fa: «Bisogna toccare con mano - afferma - Questo è un viaggio verso la consapevolezza di una delle più grandi atrocità della storia. E la consapevolezza è il miglior antidoto verso l’indifferenza». A portare il proprio saluto, oltre al presidente della Fondazione Fossoli, Lorenzo Bertucelli, anche l’assessore provinciale all’istruzione, Elena Malaguti. Per lei si tratta del terzo viaggio. Perchè quest’anno, come già avvenuto in altre due circostanze, Malaguti sarà sul treno insieme agli studenti.
E sono proprio gli studenti i veri protagonisti.
Arrivano già nel primo pomeriggio. Alle 14.20, il piazzale è invaso di trolley e valigie. Baci e abbracci coi familiari, in fila lungo la siepe davanti la stazione per lasciare le ultime raccomandazioni.
Alcuni studenti srotolano due striscioni: sono frasi di Hemingway e Primo Levi. Il primo recita: “L’uomo può essere ucciso ma non sconfitto”. Il secondo, invece, “Se comprendere è importante, conoscere è necessario”.
In mezzo ai giovani, il sindaco di Carpi Enrico Campedelli ricorda con orgoglio che l’iniziativa ha portato in visita al campo di concentramento polacco oltre 4000 studenti in sette anni: «Sono nuovi testimoni. Per vivere il futuro bisogna avere i piedi ben saldi nel passato, e questo viaggio diventa l’occasione per creare una generazione consapevole».
Alle 15 inizia il check-in, con l’organizzazione che distribuisce materiale informativo e indica ad ogni partecipante la rispettiva carozza. Poi, quasi in silenzio e con discrezione, alle 16.20 il treno per Auschwitz entra in stazione: tutti a bordo. Si parte.
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- Evaristo Sparvieri
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