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lunedì 31 gennaio 2011

Peri: «La Cispadana non si sposta»


 BOLOGNA. Si apre venerdì a Bologna la Conferenza dei Servizi sulla Cispadana.
 Per fare il punto la Gazzetta ha intervistato l’assessore regionale ai trasporti, Peri.
 Peri, a che punto siamo?
 «La Conferenza dei Servizi preliminare sul progetto preliminare dell’opera viene indetta per acquisire condizioni e pareri da parte degli enti e dei soggetti che saranno poi chiamati a esprimersi sul progetto definitivo. In sede di conferenza saranno quindi esaminate le problematiche poste dai partecipanti, anche quelle ambientali, con l’obiettivo di arrivare più agevolmente all’approvazione del progetto definitivo».
 Opinione diffusa nella Bassa è che l’autostrada sia stata suggerita per sgravare il nodo di Bologna e che il territorio necessitasse di una superstrada e di collegamenti migliori sull’asse Nord-Sud?
 «Voglio ricordare che parliamo di un’opera presente nella pianificazione nazionale, regionale e locale da vari decenni, realizzata finora per lotti sulla base delle risorse via via disponibili, dapprima a carico dell’Anas e, dopo il 2001, della Regione. Un’opera fondamentale che contribuirà ad alleggerire il corridoio centrale della A1 per più ragioni: per il completamento del corridoio Cispadano a servizio di territori che attendono l’opera da tempo, prevedendo in un’unica fase il completamento dell’itinerario da Parma a Ferrara, con connessione alla Ferrara-mare. Il progetto prevede anche il potenziamento della direttrice nord-sud, la realizzazione della Bondeno-Cento. Per quanto riguarda la possibilità delle modifiche, saranno possibili, in sede di procedura di Via, variazioni volte all’ottimizzazione del tracciato e al minor impatto dell’opera, che dovrà avvenire senza vanificare la lunga e articolata procedura che ha portato all’individuazione del concessionario».
 Come mediare le istanze di cittadini, comitati e amministratori che chiedono un tracciato più a nord?
 «Lo spostamento a nord comporterebbe una maggiore interferenza dell’autostrada con la zona di protezione speciale Siepi e canali di Resega-Foresto, rispetto al tracciato in progetto che attraversa quest’area marginalmente, senza intaccare la porzione delle siepi. Ricordo come le associazioni ambientaliste e venatorie abbiano più volte espresso la loro contrarietà al transito dell’autostrada all’interno della zona. Al tempo stesso lo spostamento significherebbe il passaggio dell’infrastruttura all’interno dell’area delle Valli Mirandolesi, con impatto su un’area di pregio naturalistico. Infine, la soluzione a nord e la redistribuzione dei caselli comporterebbe la necessità di costruire ulteriori, nuove strade per la connessione alla viabilità locale e ai centri urbani, alle aree industriali e commerciali, contribuendo così al consumo del territorio e aumentando i chilometri percorsi dai mezzi sulla viabilità locale».
 Il progetto non prevede terrapieni e neppure una presenza di aree boschive, come si aspettano molti amministratori per superare la riottosità dei loro cittadini. Ed é già stato firmato un contratto.
 «L’attenzione per l’ambiente è stata fin dall’inizio un fattore importante nel processo seguito per l’individuazione del concessionario. Nel progetto sono indicate ampie aree di mitigazione che rispettano gli elementi naturali e seminaturali del territorio, con interventi quali siepi e filari e zone di rimboschimenti. Anche per la fauna sono previste misure di tutela. Queste soluzioni potranno essere in ogni modo oggetto di osservazioni e richieste di approfondimento».
 In alcuni Comuni come Sant’Agostino, la Cispadana è stata già realizzata come una superstrada e lidea di trasformarla in autostrada a pedaggio incontra resistenze trasversali Quale la sua opinione?
 «L’opportunità e il valore aggiunto dati dalla realizzazione in project financing dell’autostrada regionale Cispadana consistono nella possibilità di vedere attuato in modo organico un itinerario est - ovest che collegherà con continuità i territori di Parma, Reggio, Modena e Ferrara integrandoli nel sistema delle grandi infrastrutture di comunicazione nazionali ed europee. Ciò ha comportato l’esigenza di riqualificare il tratto esistente di Cispadana portandola al rango autostradale come il resto del percorso, con una soluzione che come Regione abbiamo ritenuto adeguata alle esigenze dei territori».
 Su quest’ultimo punto, in passato era stata prospettata l’opportunità di agevolare gli accessi gratis per i residenti dei Comuni interessati.
 «Il progetto prevede, in sostituzione del tratto riqualificato con caratteristiche autostradali, la realizzazione di un sistema di viabilità locale che svolgerà le funzioni attualmente ricoperte dalla Cispadana esistente. I residenti non saranno quindi obbligati a percorrere l’autostrada».
 Uno dei caselli è previsto nel fondo Lumachina, dove da tempo Ers-Igm ipotizza il maxi deposito gas.
 «La Regione ha espresso parere contrario al deposito gas al ministero dell’Ambiente, nell’ambito della relativa procedura di Via che, anche in questo caso, è nazionale e risulta tuttora in corso. Il posizionamento dell’autostrada e del casello a ridosso del fondo Lumachina, che dovrebbe ospitare i pozzi di perforazione e la centrale di compressione, è stata una richiesta dell’amministrazione locale, che la Regione ha ritenuto di accogliere; in ogni modo il tracciato in sé non coincide con l’area e le due opere non sono incompatibili tra loro».
 Il casello alla Lumachina sostituisce quello al Polo industriale di Finale, il cui decollo ancora non c’è stato. Non trova più logico un casello direttamente al servizio del polo industriale piuttosto che a ridosso di un impianto di stoccaggio gas che la stessa Regione sta osteggiando?
 «La disposizione dei caselli è stata studiata sulla base delle simulazioni di traffico effettuate, e il loro posizionamento risulta al servizio dei maggiori centri urbani e delle aree industriali e commerciali lungo il corridoio autostradale. Il casello di San Felice-Finale ha una posizione baricentrica rispetto alle aree industriali di entrambi i paesi, cui viene peraltro collegato da un’apposita viabilità. Risulta quindi a servizio di entrambi i bacini, aumentando l’accessibilità fra l’asse autostradale e il territorio. Inoltre la realizzazione del casello di Cento, collocato a est di Finale, garantirà l’ulteriore collegamento dell’altra area artigianale di Finale, con una nuova strada».
- Evaristo Sparvieri

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