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martedì 1 dicembre 2009

E’ nata BRAiVE, l’auto che si guida da sola



Chissà che facce faranno gli automobilisti quando si accorgeranno che nell’auto appena sorpassata non c’è nessuno al volante. Non stiamo parlando di KITT, la mitica fuoriserie nera protagonista di Supercar, telefilm culto degli anni ’80. Stiamo parlando di BRAiVE, prototipo dell’automobile che “si guida da sola”, presentata il 13 novembre scorso a Bologna durante il “R2B day”, manifestazione fieristica dedicata all’innovazione.

sabato 10 ottobre 2009

Su Twitter? Mi compro una strada

Cosa ha di importante “@arjanelfassed tweetstreet”, strada del campo profughi di Askar, in Cisgiordania?


@arjanelfassed tweetstreet” è la prima via della storia acquistata su Twitter. L’idea è del sindaco palestinese di Askar, uno dei campi più antichi e più poveri della Cisgiordania, nelle vicinanze di Nablus. Insieme ad una associazione pacifista olandese, il sindaco ha pensato di sfruttare i 140 caratteri del servizio di microblogging per cercare i fondi necessari per riparare le scuole, per costruire le fogne e per asfaltare le strade del campo. Il costo per vedere comparire il proprio nome tra le vie di Askar è di circa 250 euro e nel prezzo è compresa anche la targa che verrà affissa lungo la strada.

«Non ho fatto niente di importante per avere una strada col mio nomeha raccontato ai microfoni della Cnn Arjan el-Fassed, il primo twitter-er che avrà una via intitolata a suo nome – ma se serve alla causa palestinese allora sono felice». El-Fassed, 36enne arabo di Utrecht che lavora per un’organizzazione umanitaria in Olanda, ha poi motivato l’acquisto: «All’interno del campo molti rifugiati fanno fatica a sentirsi a proprio agio. Volevo dare la sensazione a questa gente di essere collegati al resto del mondo, mettendo in comunicazione Askar con una rete come quella di Twitter che attrae milioni di utenti».

Nei prossimi giorni saranno assegnati i nomi ad altre dieci strade e in totale ci sono 184 vie in attesa di una targa. «Twitter è uno strumento eccezionale per far discutere le persone su qualsiasi tema. – ha concluso el-Fassed – Non solo: è un servizio utile anche a diminuire le distanze culturali».