«Abbiamo vissuto sulla nostra pelle il freddo. Nulla a confronto con le sofferenze patite da milioni di innocenti», riflette Beatrice Rebecchi del Sigonio. Il momento della riflessione per i ragazzi è iniziato sin da subito. «Ho realizzato dove mi trovavo quando ho visitato il forno crematorio», dice Giovanni Malavasi. «É giusto essere venuti», aggiunge Nino Castaldini. Per Michael Turrini dello Spallanzani, «è impressionante il numero di morti, le strutture e i soldi spesi per uccidere». Prima della partenza, però, non è mancato un po' di divertimento, e una giornata trascorsa a Cracovia per completare il tour dei luoghi legati all'ebraismo polacco. Per sciogliere la tensione accumulata in questi giorni, ieri sera Cisco e la sua bend si sono esibiti in un gran concerto finale in un circolo culturale di Cracovia.
In mattinata, invece, i ragazzi hanno visitato i quartieri ebraici di Kazimerz (che risale al 1335= e il ghetto di Podgore, i cui 75mila abitanti tra il 1941 e il 1943 furono sterminati pressocchè in massa.
Poi un giro nel centro della bella città polacca, con la collina di Wavel, dove sorgono il castello e il duomo che fu di Woyjtyla negli anni dell'arcivescovato. Alle 19.05, il treno parte puntuale e il ragazzi si lanciano in un applauso.
Evaristo Sparvieri
29 gennaio 2011
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