Un lungo confronto tra adulti e ragazzi. “Un treno per Auschwitz” è anche un treno della condivisione nel quale studenti, professori, scrittori e amministratori, si scambiano impressioni e riflessioni sulla terribile tragedia della Shoah. Gli incontri e i laboratori in treno - come già nel viaggio di andata - hanno aperto spiragli su temi importanti: la rappresentabilità dell’Olocausto, affrontata dall’attore e regista Gigi Dall’Aglio, il rapporto tra Shoah e genocidi, a cura di Marco Scarpati dell’Università di Parma.
«I ragazzi non saranno più gli stessi- afferma la prof Carolina Capucci del Venturi - La speranza è che portino nel presente una capacità di leggere in maniera nuova ciò che accade intorno a loro».Per la prof. Tiziana Tagliazucchi del Cavazzi-Sorbelli, «ad Auschwitz si azzera tutto»: «Io e i miei studenti abbiamo condiviso gli stessi orrori, le stesse lacrime».
«Ogni ragazzo ha vissuto l’esperienza in maniera diversa», afferma la prof Cristina Moneti dell’Ipsia Ferrari.
Per Stefano Pignatti del Calvi di Finale, «i ragazzi sono il vero motivo per tornare su quei luoghi».
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