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mercoledì 7 luglio 2010

Ateneo, attività didattica a rischio per Lettere Ingegneria ed Economia

 Sospensione della programmazione dell’attività didattica. A rischio è l’offerta formativa dell’Università di Modena e Reggio nell’anno accademico 2010/2011. E’ quanto hanno stabilito i Consigli di Facoltà di Ingegneria, Economia e Lettere, dopo i recenti sviluppi delle mobilitazioni di protesta nei confronti della riforma Gelmini.
Nella giornata di ieri, i ricercatori hanno infatti dichiarato, per il prossimo anno accademico, la propria indisponibilità a svolgere l’attività didattica volontaria, «non richiesta, nè riconosciuta dalla normativa». Alla mobilitazione dei ricercatori, si è aggiunta quella dei docenti, che hanno annunciato la propria intenzione a non coprire, oltre il proprio, anche il carico didattico lasciato scoperto. Sulla base di questi sviluppi, i Consigli di Facoltà della “Enzo Ferrari”, della “Marco Biagi” e di Lettere e Filosofia hanno dovuto prendere atto della situazione, sospendendo la programmazione dell’attività didattica. «Altre facoltà dell’Ateneo potrebbero seguire questa strada - fanno sapere i ricercatori - E’ quindi fondamentale che, come stanno facendo altri Atenei, gli organi di governo dell’Università si facciano portatori delle ragioni della protesta e sollecitino dal Governo risposte adeguate». Sul fronte politico, intanto, il capogruppo Pd in Commissione istruzione alla Camera, Manuela Ghizzoni, e il responsabile Pd del Forum Provinciale Università, Massimo Milani, hanno lanciato un appello ai Rettori delle quattro Università emiliano-romagnole. «Contro la morte per asfissia dell’Università pubblica», i due esponenti Pd hanno chiesto ai Senati accademici di Bologna, Modena, Ferrara e Parma di «avanzare proposte concrete e precise nei confronti del Ministero, al fine di garantire un futuro professionale ai ricercatori»: «E’ tempo che i Rettori regionali giungano a una scelta condivisa sullo stato di agitazione dei ricercatori, che tenga conto dell’attività didattica da loro svolta e che fino a oggi ha garantito l’offerta formativa». (e.spa.)

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