MIRANDOLA. Si sblocca la delicata vicenda della tangenziale: «A fine mese la firma dell’atto che darà il via ai lavori», lo annuncia il presidente Anas, Pietro Ciucci. Alla fine, come già affermato dal Prefetto di Bergamo e dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, l’ultima parola spettava effettivamente all’Anas stessa. E a portare avanti i lavori sarà sempre la ditta Cavalleri, in passato accusata di corruzione e sulla quale erano anche stati disposti accertamenti. «Nelle prossime ore - hanno fatto sapere ieri dall’Anas - verrà convocata l’impresa aggiudicataria dell’appalto per procedere, entro fine agosto, alla firma dell’atto che darà l’autorizzazione all’avvio dei lavori. L’iter si è sbloccato a seguito dell’acquisizione del parere dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici, che ha deliberato positivamente sulla insussistenza di impedimenti alla prosecuzione della procedura di appalto in favore della ditta aggiudicataria». I lavori erano stati assegnati nel novembre 2009. Queste le ultime tappe. Il 13 gennaio 2010 la Prefettura di Bergamo rilascia alla Cavalleri di Dalmine la certificazione antimafia e, il 30 marzo, segnala ad Anas la circostanza di un giudicato penale a carico del socio di controllo della ditta, Gregorio Cavalleri. Si tratta di una vicenda che risale almeno al 2006, un’accusa di corruzione in un processo che ha visto Anas costituirsi parte civile: per l’accusa, un funzionario lombardo Anas sarebbe stato corrotto per un appalto da 800 mila euro. I carabinieri filmano il legale rappresentante della Cavalleri mentre gli consegna le tangenti per la realizzazione della Statale 36 del lago di Como e dello Spluga. La segnalazione, però, precisano dalla Prefettura, non era «nè interdettiva nè sospensiva del contratto, rimanendo competente la stazione appaltante a valutare i riflessi della comunicazione», cioè Anas. Il 3 agosto, dopo le proteste del sindaco per il mancato avvio dei lavori, il presidente Anas gli invia una lettera: «La contrattualizzazione all’impresa esecutrice - scrive Ciucci - potrà avvenire solo a seguito della documentazione necessaria. La prefettura ha ritenuto di segnalare la sussistenza di un giudicato penale a carico del socio di controllo dell’impresa aggiudicaria, asserendo che questo fatto potesse costituire impedimento alla stipula del contratto». E’ lo stesso prefetto, il 4 agosto, a ribadire che le valutazioni «non rientrano nella competenza della prefettura, ma in quella della stazione appaltante». La situazione rimane in stallo. Sia Anas che Prefetto chiedono il parere specifico dell’Autorità di vigilanza, un parere orientativo e non vincolante, che approda sui tavoli di Anas il 27 luglio. Così, dopo mesi di cantieri mai partiti, è la stessa Anas a dover decidere l’avvio dei lavori appaltati. Lo fa ieri. Soddisfatto il sindaco Benatti:«Una battaglia per i cittadini». L’assessore provinciale Pagani e l’onorevole Pd Miglioli: «Continueremo a vigilare».
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