MIRANDOLA. Anas ha assegnato i lavori per la tangenziale ad una ditta contro la quale in passato si era costituita parte civile. E’ la notizia che rimbalza da Bergamo, e che alimenta il “giallo” dei lavori mai partiti a Mirandola, dopo il blocco disposto dalla Prefettura di quella città proprio per la sussistenza di un “giudicato penale” a carico del socio di controllo dell’impresa aggiudicataria, la Cavalleri spa. Torniamo al 2003, quando Anas e Cavalleri diventano protagonisti di una vicenda giudiziaria penale che ha visto Anas costituirsi parte civile. In occasione di quella vicenda, su presunte tangenti per l’assegnazione di lavori alla statale 36 del lago di Como e dello Spluga, il pm di Milano, Romanelli, chiede 18 condanne, dalla corruzione alla turbativa d’asta. E per il legale rappresentante della Cavalleri il pm chiede la pena più alta, 4 anni e 3 mesi (oltre a un pagamento di 75mila euro per l’azienda), con l’accusa di aver consegnato 40mila euro a dirigenti Anas, per ottenere lavori per 800 mila euro. Viene contestata anche la falsificazione di una nota, per l’autorizzazione ad aprire una «cava di prestito». Ebbene, in occasione del processo, Anas si costituisce parte civile, esprimendo «amarezza per gli elementi di colpevolezza illustrati dal pm a carico del capo compartimento della Lombardia». Nel luglio del 2006, davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Milano, arrivano le condanne in primo grado. La Cavalleri spa è condannata a pagare una sanzione di 70mila euro, più le spese. Il legale rappresentante, invece, a 3 anni e al risarcimento di 2 delle 3 parti civili. L’Anas, risarcita da altri co-imputati, esprime piena soddisfazione per la sentenza. Cosa sia successo tra il 2006 e il 2009 e se la situazione si sia risolta a favore della ditta, è ora al vaglio dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, alla quale si è rivolta la Prefettura bergamasca. Così come la stessa Anas, che precisa di averlo fatto «prima della pausa estiva» considerando però «non rilevanti gli addebiti constestati all’azienda Bergamasca». Parole del presidente, Pietro Ciucci, che ha scritto ieri una lettera al sindaco di Mirandola, per spiegare i ritardi. «Anas non può essere considerata responsabile - sostiene Ciucci - Come è noto, la contrattualizzazione potrà avvenire solo a seguito dell’acquisizione della documentazione necessaria. La Prefettura ha ritenuto, dopo aver rilasciato la certificazione antimafia, di segnalare la sussistenza di un giudicato penale, asserendo che questo fatto potesse costituire impedimento alla stipula del contratto... Quello dell’Anas è stato un ruolo attivo e rispettoso delle competenze: non spetta, infatti, alla stazione appaltante sostituirsi alla Prefettura e all’Autorità di Vigilanza. Appena definito l’iter e pervenuti i necessari nulla osta, Anas provvederà a contrattualizzare, consentendo l’immediata consegna dei lavori». Vedremo.
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