NOVI . L’allarme arriva dal cugino di Shahnaz, la donna uccisa a pietrate dal marito: «il rischio è quello della faida - spiega il parente pakistano della vittima e zio della giovane Nosheen presa a sprangate dal fratello - e Nosheen va difesa assieme alla sorella più piccola. Potrebbero colpire anche stando in carcere». E’ questa una delle ultime dichiarazioni rilasciate agli inquirenti che ieri mattina sono tornati nella casa della mattanza per fare un sopralluogo a caccia di elementi utili all’inchiesta. Sarebbero stati raccolti Pezzi di bastone.
A PAGINA 7la Gazzetta di Modena — 11 ottobre 2010 pagina 07 sezione: PROVINCIA
NOVI. «Le autorità devono proteggere Nosheen. Anche dal carcere Kahn può organizzare atti violenti». E’ l’appello di Nasir, cugino della vittima Shanhaz Begum, che ieri è stato sentito 4 ore in caserma sui maltrattamenti e i propositi violenti che ha addebitato a Khan Butt. «Nosheen ha visto tutto e la sorella è una testimone. Temo che anche dal carcere suo padre, Ahmad Khan Butt, consideri il “lavoro” non finito e chiedo a polizia e servizi sociali protezione per i familiari di Nosheen e per coloro che si sono opposti al delitto». E’ l’appello lanciato ieri da Nasir Mahoomod, 45enne cugino della vittima, arrivato a Novi nei giorni scorsi. Dopo aver rivelato un giro di telefonate tra Italia, Norvegia e Pakistan nelle ore precedenti il delitto, nel corso delle quali alcuni familiari della vittima avrebbero cercato di allontanare Shanhnaz Begum da Novi, Nasir ieri è stato sentito dagli inquirenti. Intanto ha espresso il proprio timore sull’ipotesi che anche da una cella Kahn Butt possa ordire atti violenti: «Temo che possa contattare qualcuno per portare a termine ciò che ha iniziato - afferma Nasir - se ciò dovesse succedere, riterrò responsabili polizia e servizi sociali. Per questo chiedo che Nosheen e i suoi fratelli vengano messi subito sotto protezione». Secondo il cugino di Shanhaz, nella famiglia Butt ci sarebbe un precedente di violenza contro una donna, “colpevole” di non rispettare indicazioni e tradizioni di famiglia. Siamo in Pakistan, nel villaggio di Sandhan Wala. Nasir afferma di non ricordare bene la data dell’episodio, che risalirebbe a 8 anni fa. Amhad Khan Butt avrebbe legato su un albero sua cognata, moglie di un suo fratello, sbattendola più volte contro il tronco. La donna, in un complicato giro di parentele, sarebbe anche sorella di Ramhet, l’altro zio di Nosheen, quest’ultimo residente a Novi e sul quale si sono concentrate alcune attenzioni da parte della Procura. Secondo Nasir, alla tortura avrebbe partecipato lo stesso fratello di Khan Butt e non è stata fatta denuncia alle autorità locali. In un inglese con accento pakistano, Nasir spiega che la donna è rimasta “offesa”, traducibile come “ferita” o “disabile”. Un precedente che Nasir ha annunciato di essere pronto a raccontare con maggiori dettagli agli inquirenti insieme ad altri particolari, come 2 presunti stipendi che il promesso marito di Nosheen avrebbe consegnato a Khan Butt, probabilmente come parte dell’accordo matrimoniale. Nuove testimonianze su cui saranno necessari riscontri, ma che hanno indotto Nasir a lanciare l’appello per la protezione di Nosheen e dei suoi fratelli. - Evaristo Sparvieri
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