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lunedì 11 ottobre 2010

Pdl: «Più esami agli stranieri» Pighi: «Roba da leggi razziali»

 Controlli nei luoghi in cui si pratica il culto islamico e divieto di portare il burqa e veli simili nei luoghi pubblici, pena l’allontanamento dal territorio comunale. Sono alcuni punti di un ordine del giorno che il gruppo Pdl intende portare in una delle prossime riunioni del Consiglio. Con il documento, a firma dei consiglieri Pdl Gian Carlo Pellacani, Olga Vecchi e del capogruppo Adolfo Morandi, viene chiesto alla Giunta e al sindaco Pighi di impegnarsi a emettere un’ordinanza che preveda una serie di provvedimenti nei confronti degli immigrati, in particolare per quelli di fede musulmana. Tra le richieste, anche la frequenza obbligatoria a corsi che tramite un esame finale verifichino l’accettazione della leggi italiane (in particolare della Costituzione) e la conoscenza della lingua: «L’ordinanza deve prevedere che il superamento dell’esame e l’accettazione delle leggi italiane siano la condizione sine qua non per accedere ai servizi sociali - scrivono i tre consiglieri - Coloro che non accettassero queste condizioni dovranno essere accompagnati dalle forze di polizia municipale fuori dai confini territoriali del nostro comune quali persone non gradite, perché facenti parte di una comunità con identità culturali e di appartenenza che potrebbe portare qualcuno di costoro a compiere atti criminali».  Il riferimento è alla tragedia di Novi, episodio che nel documento viene considerato non isolato, né riconducibile a un gesto di follia, ma «indice di un malessere sociale causato dal multiculturalismo senza controllo e soprattutto da un diffuso mondo fondamentalista che sta prendendo piede anche in Italia». Il consigliere Morandi precisa che «non c’è nessuna volontà xenofoba» nella proposta: «Vogliamo stimolare la discussione in Consiglio - aggiunge - Su queste tematiche l’amministrazione ha sempre avuto atteggiamenti buonisti, ma per l’integrazione è necessario che ci si uniformi al nostro modo di vivere anche tramite alcuni obblighi».  «Un abuso gravissimo, peggio di una legge razziale», così il sindaco Giorgio Pighi replica alla proposta. «Neanche agli ebrei i Comuni potevano riservare un trattamento simile, negando l’accesso ai servizi sociali ed espellendoli con forze di polizia municipale». Per il sindaco, bisogna tenere distinti i diversi temi e le diverse competenze della questione: «Per quanto riguarda il burqa - afferma Pighi - occorrerebbe intervenire sulle leggi dello Stato, con ritocchi sul Testo unico di pubblica sicurezza. Ma alla base dell’intervento dovrebbe esserci non un pregiudizio razziale, bensì una norma laica del vivere civile che consideri obbligatoria la riconoscibilità della fisionomia». Quanto all’allontanamento, invece, Pighi afferma che «è materia riservata all’autorità giudiziaria. Senza contare che la legge Maroni sulle ordinanze prevede esclusivamente sanzioni pecuniarie». - Evaristo Sparvieri

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