Accorpamento delle aule, passaggio a corsi affini e maggiori carichi di lavoro per i docenti. Il giorno successivo alla riunione dei ricercatori in stato di agitazione, nel quale è stato tracciato una mappa delle adesioni alla protesta anti Gelmini, i disagi nell’Unimore continuano. E mentre il rettore Tomasi lancia un appello ai docenti, ad agitare le acque giunge la voce relativa all’intenzione del preside di Economia, Eugenio Caperchione, di potenziare l’arrivo di docenti esterni a contratto. Ipotesi da sempre esclusa dallo stesso rettore. Il quadro tracciato l’altro giorno dai ricercatori Unimore era chiaro: a Giurisprudenza tutti hanno dato disponibilità a svolgere lezioni, a Bioscienze e Biotecnologia, invece, si registra un’astensione. Discorso diverso per le altre facoltà, come Lettere, Economia, Medicina e Scienze matematiche, dove la protesta coinvolge oltre il 50% dei ricercatori, che si asterranno totalmente o in parte dal fare lezione. Ieri il rettore Tomasi ha fatto sapere di aver incontrato i ricercatori di Medicina: «Tutti assumeranno un corso - spiega - Sono partiti anche alcuni corsi che non erano coperti». Per il rettore, la situazione è «di relativa attesa, visto che la legge in discussione alla camera è sospesa». Per questo, Tomasi ha lanciato un appello al senso di responsabilità di docenti e ricercatori: «Abbiamo dato inizio praticamente a tutti i corsi - continua - Ricercatori e docenti stanno sopperendo con buona volontà e responsabilità». Nell’ambito di questa situazione è corsa voce circa l’intenzione del preside di Economia, Eugenio Caperchione, di aumentare i contratti di supplenza esterni. «Non sostituiranno i ricercatori in agitazione - tiene a precisare - Quest’anno nella didattica ci vengono a mancare i ricercatori, ma non faremo come Bologna. Ad Economia i due terzi dei ricercatori non fanno lezione, ci siamo organizzati concentrando gli studenti in classi più numerose: dove avevamo 3 aule che facevano lo stesso programma ora ne abbiamo solo due». Elisa Martinelli, ricercatrice di Economia e neo eletta nel cda dell’Unimore, mostra cautela: «I disagi per gli studenti sono legati al fatto che ci saranno aule colme e docenti con un carico di lavoro maggiore. Confermo che non ci risulta che il preside abbia intenzione di ricorrere a docenze esterne. Almeno non più di quanto non ci si ricorra normalmente». Per Martinelli, sono i numeri a parlare: «A Economia su 22 ricercatori, 14 hanno dato l’indisponibilità totale per le lezioni e 2 hanno deciso di assumersi un corso. Rispetto all’anno scorso ci risultano solo 2 bandi in più per le docenze esterne. E’ molto probabile che si tratti di supplenze più che di sostituzioni. Comunque la nostra protesta continua. Ci stiamo coordinando e chiediamo l’appoggio a rettore e Crui contro la riforma». Per il rettore, l’ipotesi di sostituire i ricercatori con docenti a contratto esterno non reggerebbe dal punto di vista del bilancio.
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