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giovedì 18 novembre 2010

Eccidio, testimoni in lacrime

la Gazzetta di Modena — 17 novembre 2010   pagina 27   sezione: PROVINCIA

PALAGANO. I familiari deceduti, i colpi di mitra, la ferocia dei tedeschi, il sangue, il terrore, le fughe. Dalla nebbia dei ricordi, riemergono immagini che si volevano cancellate. L’eccidio di Monchio, Costrignano e Susano rivive nei dolorosi racconti dei testimoni al processo al tribunale militare di Verona. Uomini e donne che quel 18 marzo 1944 erano bambini e che, sfilando da ieri davanti al giudice, a distanza di 66 anni si commuovono al ricordo di quella tragica giornata: 140 le vittime accertate nel modenese, barbaramente uccise dai nazisti della divisione “Goehring”.
Le audizioni, nel tribunale militare di Verona, continuano oggi. In totale saranno 22 le persone ascoltate in 2 giorni dal collegio presieduto dal giudice Vincenzo Santoro: 12 i testimoni chiamati a deporre dai pm Luca Sergio e Bruno Bruni. Altrettanti quelli di parte civile, tra cui la Provincia di Modena, assistita dall’avvocato Andrea Speranzoni. «Nella storia repubblicana, questo processo rappresenta un unicum per la distanza che intercorre tra l’epoca dei fatti e l’inizio del procedimento», commenta il legale.  L’udienza è iniziata intorno alle 10. Una telecamera dell’Istituto per la storia della Resistenza di Reggio ha ripreso ogni fase del processo in vista di un documentario. Su una parete, un proiettore riproduce immagini dei luoghi della strage: Vallimperchio, Savoniero, Casa Barbati, Cà Ghedino, Cà de Ponzi. Foto recenti che riaccendono le luci su un passato sepolto. Sullo schermo, anche divise delle SS, per il loro riconoscimento. E proprio sull’uso di queste ultime, i difensori dei 7 imputati (tutti assenti) hanno mosso obiezioni, chiedendo alla corte la non acquisizione delle foto contenenti la scritta “Corazzata Herman Goehring”, per ragioni di influenzabilità dei testi. Acquisizione che il giudice Santoro ha ritenuto opportuno disporre, affermando che le immagini si limitano “a documentare, in relazione ai capi di imputazione, alcune delle uniformi in uso alla divisione”. All’udienza era presente anche Toni Rovatti, consulente tecnica dell’accusa, che da fonti documentali ha ricostruito nella precedente seduta tutti i movimenti della Goehring: «Nei verbali delle rogatorie internazionali e nelle testimonianze rese il quadro resta omogeneo: un cannoneggiamento da Montefiorino alle prime ore dell’alba, che sposta l’asse di tiro man mano, colpendo in sequenza Susano, Costrignano, Lama di Monchio e Monchio - spiega la storica - Le compagnie si dividono in squadre a raggiera. Rastrellano gli abitanti fino a convergere a Monchio, dove in 3 tempi diversi vengono compiute fucilazioni di 3 gruppi di persone. Una strage pianificata».

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