«Chiediamo che i 12 membri della Commissione designati dal Senato Accademico e dal Consiglio di amministrazione siano equamente ripartiti tra professori ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico-amministrativo. In particolare, proponiamo che i 3 componenti dei ricercatori nella Commissione siano indicati dai rappresentanti della fascia in Consiglio di amministrazione». E’ la richiesta avanzata dai ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia al rettore Aldo Tomasi, contenuta in lettera indirizzata ieri a docenti e personale amministrativo dell’Ateneo.
«La discussa legge di riforma dell’Università è stata approvata e a questo punto si dovrà provvedere ad avviare le procedure per le modifiche dello Statuto generale - scrivono i ricercatori - Il 12 gennaio, il nostro coordinamento si è riunito e in quella sede ci siamo riconosciuti nelle motivazioni che ci hanno portato a manifestare il nostro dissenso nei confronti delle politiche finanziarie e delle iniziative legislative del governo in materia di Università».
Nel documento, i ricercatori si augurano che «alle dichiarazioni formali e pubbliche di solidarietà possano seguire nel prossimo futuro atti concreti»: «Siamo vivamente preoccupati per la situazione estremamente delicata in cui si trova l’intera comunità accademica, che richiederà di sostenere sfide insormontabili - continuano i ricercatori - Alla luce di tali valutazioni, come sta avvenendo in altri Atenei, tra i quali quello di Bologna, riteniamo che la revisione dello Statuto e la riorganizzazione della governance sia l’occasione per coinvolgere tutte le componenti dell’Ateneo nella determinazione di regole alla base dello svolgimento della futura vita accademica. Pensiamo che questo debba avvenire con modalità trasparenti e condivise, per dar luogo a un sistema equilibrato, e chiediamo che la designazione della Commissione per il nuovo Statuto sia informata da logiche di partecipazione e condivisione».
- Evaristo Sparvieri
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