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domenica 27 febbraio 2011

Sbarchi, Cie e moschea: nel pieno delle polemiche incontro cattolici-islamici


 Tra sbarchi sulle coste italiane, polemiche modenesi sul Cie e cortei a Sassuolo pro e contro moschea, accade che a Modena, domani dalle 17, nel Centro Famiglia di Nazareth, si svolge un convegno cattolico-islamico su un tema decisivo per la comprensione delle due religioni: “La professione di fede”. In apertura, il saluto del vescovo Antonio Lanfranchi.
 Il convegno, giunto alla sua quinta edizione, è promosso dalla Diocesi e dall’associazione “Casa della saggezza, misericordia e convivenza”: cinque anni di un silenzioso dialogo interculturale e di confronto tra religioni. Altrettanti sono i pilastri dell’Islam, i 5 obblighi che ogni musulmano devoto è tenuto a osservare: la testimonianza di fede, le preghiere rituali, il digiuno nel Ramadan, l’elemosina canonica, il pellegrinaggio a La Mecca.
 Ed è proprio sulla testimonianza di fede, la “professione”, che illustreranno senza spirito polemico i contenuti fondamentali delle rispettive religione i relatori: don Giovanni Braglia, per il mondo cattolico, e Noureddine Hajji, esponente del mondo islamico. In apertura del convegno, il saluto del vescovo Antonio Lanfranchi, che ha voluto fortemente questa iniziativa, indicando sin dalla sua prima lettera alla città, in occasione di San Geminiano, l’approccio educativo al fenomeno dell’immigrazione come «chiave che spalanca la porta a un futuro ricco di risorse e spiritualmente fecondo». Un messaggio di pace e comprensione nel deserto quotidiano delle polemiche.
 «Il convegno è un momento importante per conoscersi: è necessario che il dialogo porti a forme di collaborazione al servizio della società - afferma Lanfranchi - Credo sia fondamentale vivere le relazioni tra persone negli ambiti della vita quotidiana: nelle scuole, nelle strade, nelle case. Quotidianamente le persone si incontrano, mostrando le proprie dignità. É importante guardare il volto degli altri, nei quali si può leggere il desiderio di essere accolti, e vedere la differenza come un valore». Per il vescovo, «accettazione e conoscenza sono le strade per costruire insieme il futuro». Una voce che sembra scontrarsi con fatti di cronaca ben più problematici: sbarchi disperati sulle nostre coste, bufere sulla gestione e sulle condizioni del Cie. Non ultimo, il muro contro muro nella vicina Sassuolo, dove gli islamici dell’associazione El Houda sono scesi più volte in piazza per rivendicare il loro diritto alla moschea, incontrando solo resistenze e indifferenza da parte della Giunta Caselli e dei Comuni vicini. «Modena ha una lunga tradizione di incontri tra cristiani e musulmani - spiega l’esperto di religioni Brunetto Salvarani - Sin dagli anni ’90, quando le iniziative dell’Acli erano seguitissime. Ma in Italia, sia le amministrazioni locali che i governi non vogliono prendersi carico della questione “libertà religiosa”, spesso cavalcando mediaticamente le paure per ottenere consenso». Per Salvarani, la situazione di Sassuolo è «una macchia che non rappresenta il clima modenese»: «La Chiesa spesso ha sostituito la politica in tema di aperture religiose. L’incontro ne è una testimonianza». Al termine delle relazioni, cristiani e musulmani reciteranno insieme la preghiera della sera, per implorare la benedizione di Dio e il dono della sua pace.
- Evaristo Sparvieri

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