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venerdì 9 luglio 2010

«Aiazzone, dacci i nostri stipendi»

la Gazzetta di Modena — 08 luglio 2010 pagina 09 sezione: ECONOMIA


MODENA. «Negli ultimi 6 mesi abbiamo avuto forti ritardi nei pagamenti degli stipendi e ancora aspettiamo la tredicesima». E’ la denuncia dei dipendenti Aiazzone-Emmelunga di via Tacito, che chiedono un piano di rientro delle mensilità e una maggiore chiarezza sul loro futuro, annunciando un’azione legale contro l’azienda specializzata nel settore dell’arredamento.
«Lo stipendio di aprile lo abbiamo ricevuto solo qualche giorno fa - dicono i lavoratori - e dobbiamo ancora percepire la metà della tredicesima di dicembre 2009 e una parte dello stipendio del mese di maggio. Non sono state pagate le maternità e sono stati trattenuti i quinti dei nostri stipendi ma le finanziarie interessate ci hanno contestato di non avere ricevuto i nostri soldi. La quattordicesima non si sa come andrà a finire». La denuncia parte dagli 11 dipendenti della filiale cittadina Aiazzone - ex Emmelunga, che accusano l’azienda d’arredamento di non pagare gli stipendi nei tempi dovuti: «Dicono che non hanno liquidità - raccontano - ma come è possibile, visto che spendono cifre enormi per mandare in onda spot pubblicitari durante la partita Italia-Paraguay?». «Inoltre - aggiungono - basta andare sul web per scoprire che cercano nuovo personale». Per queste ragioni i dipendenti hanno annunciato un’azione giudiziaria nei confronti del gruppo: «Siamo disperati, chiediamo chiarezza una volta per tutte perchè ci sentiamo presi in giro - spiega il loro portavoce, Marco Pardo - Chiediamo alle autorità di attivarsi con ogni strumento consentito. Noi dal canto nostro abbiamo già scioperato, ma la situazione non si è risolta. Nel frattempo daremo mandato ai nostri avvocati affinchè procedano secondo la legge». Tra le richieste avanzate, la definizione di un piano di rientro delle mensilità e delle tredicesime non pagate, l’impegno a rispettare in futuro le scadenze contrattuali e la convocazione di un tavolo di confronto, con la partecipazione degli organismi preposti alla tutela dei lavoratori, le autorità pubbliche e i datori di lavoro. «Abbiamo ricevuto mandato solo in queste ore - dicono Vito Ingletti e Lorenzo Silvestri, gli avvocati che seguono la vicenda - possiamo solo affermare che, da una prima disamina, la situazione pare piuttosto seria. Ogni confronto, se gradito, sarà possibile. Non si possono affamare intere famiglie». Secondo gli avvocati «la situazione è generalizzata, anche in altri punti vendita, con ripercussioni sulla clientela e sulla distribuzione. Molte sono le situazioni non chiare, a partire dal passaggio di Emmelunga ad Aiazzone, avvenuto quando Emmelunga era al top. I dipendenti vivono forti pressioni psicologiche e sono messi in condizione di dovere andarsene». Ad accogliere le richieste dei dipendenti, anche il consigliere della Lega Nord, Stefano Barberini: «La situazione è grave - afferma - Per queste persone è diventato difficile fronteggiare spese come mutui o affitti. Penso che la politica debba attivarsi per tutelarli». - Evaristo Sparvieri

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