E’ scomparso lasciando la moglie, Graziella Morabito, con la quale abitava in via Ca’ de Lazzarini, non distante da via Trinità, dove si trova la concessionaria nella quale Andrea Turci lavorava. Tra i colleghi, pochi sono disposti a parlare, molti sono ancora increduli e sotto choc.
Oltre dieci anni trascorsi fianco a fianco. Era il 1998 quando Andrea Turci fu assunto. Dei quarantotto dipendenti, Andrea Turci era il responsabile dell’area informatica e del settore post vendita. Ma non solo. Dava una mano a tutti i colleghi. E i colleghi lo ricordano con un dolore che si misura nel silenzio dei compagni d’ufficio e nelle parole di quanti lo hanno conosciuto e che, nel giorno del lutto, vogliono omaggiarlo. «E’ uno storico dei nostri - racconta Mirco Ghiradini, il titolare della concessionaria - Un gran lavoratore, sarà impossibile rimpiazzarlo». «L’ultima volta l’ho sentito a mezzogiorno, il giorno in cui è partito per l’escursione. Abbiamo parlato di lavoro, come accadeva spesso. Non c’era un momento in cui non fosse disponibile. Era una persona aperta e aveva legami con tutti». Mirco Ghirardini conosceva la passione di Andrea Turci per le escursioni: «Amava moltissimo camminare, ma non era un professionista. Pensare che l’ho visto fino all’altro giorno». Poi ricorda un aneddoto: «Una volta gli ho proposto un aumento di stipendio. Lui lo ha rifiutato. Mi ha detto che, con quel che guadagnava, poteva già permettersi tutto ciò che desiderava. In tanti anni di lavoro, non mi è capitato mai più un atteggiamento simile. Ecco, questo era Andrea». Anche Maximiliam Filippi, uno dei venditori, ricorda Andrea Turci: «Lo conoscevo da tanti anni. Ho cominciato qui prima di lui, nel 1995. Ci siamo divertiti tantissimo insieme. Era l’uomo che ci salvava in extremis» «L’ultima volta l’ho visto venerdì scorso. Ci siamo trovati e, come sempre, ci siamo scambiati quattro chiacchiere. Con lui c’era sempre da ridere. Sono addolorato». Un ricordo di Andrea Turci è apparso anche sulla pagina Facebook della concessionaria. Un lungo post, nel quale si celebra la scomparsa di «una colonna portante della nostra realtà, una persona che sapeva gestire i momenti difficili con una positività unica, sempre pronto alla battuta e a sdrammatizzare. Trovate oggi, nel mondo in cui viviamo, persone così. Ciao Andrea». Sulla salma di Andrea Turci sono stati disposti gli accertamenti autoptici. (e.spa.)
Oltre dieci anni trascorsi fianco a fianco. Era il 1998 quando Andrea Turci fu assunto. Dei quarantotto dipendenti, Andrea Turci era il responsabile dell’area informatica e del settore post vendita. Ma non solo. Dava una mano a tutti i colleghi. E i colleghi lo ricordano con un dolore che si misura nel silenzio dei compagni d’ufficio e nelle parole di quanti lo hanno conosciuto e che, nel giorno del lutto, vogliono omaggiarlo. «E’ uno storico dei nostri - racconta Mirco Ghiradini, il titolare della concessionaria - Un gran lavoratore, sarà impossibile rimpiazzarlo». «L’ultima volta l’ho sentito a mezzogiorno, il giorno in cui è partito per l’escursione. Abbiamo parlato di lavoro, come accadeva spesso. Non c’era un momento in cui non fosse disponibile. Era una persona aperta e aveva legami con tutti». Mirco Ghirardini conosceva la passione di Andrea Turci per le escursioni: «Amava moltissimo camminare, ma non era un professionista. Pensare che l’ho visto fino all’altro giorno». Poi ricorda un aneddoto: «Una volta gli ho proposto un aumento di stipendio. Lui lo ha rifiutato. Mi ha detto che, con quel che guadagnava, poteva già permettersi tutto ciò che desiderava. In tanti anni di lavoro, non mi è capitato mai più un atteggiamento simile. Ecco, questo era Andrea». Anche Maximiliam Filippi, uno dei venditori, ricorda Andrea Turci: «Lo conoscevo da tanti anni. Ho cominciato qui prima di lui, nel 1995. Ci siamo divertiti tantissimo insieme. Era l’uomo che ci salvava in extremis» «L’ultima volta l’ho visto venerdì scorso. Ci siamo trovati e, come sempre, ci siamo scambiati quattro chiacchiere. Con lui c’era sempre da ridere. Sono addolorato». Un ricordo di Andrea Turci è apparso anche sulla pagina Facebook della concessionaria. Un lungo post, nel quale si celebra la scomparsa di «una colonna portante della nostra realtà, una persona che sapeva gestire i momenti difficili con una positività unica, sempre pronto alla battuta e a sdrammatizzare. Trovate oggi, nel mondo in cui viviamo, persone così. Ciao Andrea». Sulla salma di Andrea Turci sono stati disposti gli accertamenti autoptici. (e.spa.)
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