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domenica 1 agosto 2010
Le pratiche giudiziarie? Si potranno trasportare solo in bus, treno o taxi
Stando a quanto denuncia la Fp Cgil, gli addetti alla giustizia delle sezioni staccate di Carpi, Pavullo, Finale, Mirandola, Sassuolo e Vignola, che per sopperire alla carenza di organico si spostavano abitualmente da una sede all’altra con mezzi propri, con la manovra varata dal Governo non avranno più questa opportunità e saranno costretti ad usare esclusivamente i mezzi pubblici. A illustrare la situazione, il delegato sindacale Vincenzo Santoro, che spiega: «I cancellieri e il personale amministrativo, figure fondamentali per concludere i processi, da fine maggio non possono più utilizzare i propri mezzi. Questo perchè nella manovra finanziaria gli spostamenti sono autorizzati solo se verranno utilizzati mezzi di trasporto pubblico». In concreto, nel decreto recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, prima della sua conversione in legge, era previsto l’inserimento di un emendamento che ripristinasse per gli addetti della giustizia le vecchie condizioni contrattuali sui rimborsi spese per le attività in trasferta: «Questo non è avvenuto, anche se ci era stato assicurato - continua Santoro - Attraverso il voto di fiducia imposto al Parlamento non è stato possibile apportare modifiche al testo, che ora prevede rimborsi solo se verrano usati pullman, treni e taxi». Le conseguenze? «Se per esempio un cancelliere di Pavullo deve andare al tribunale di Sassuolo, oppure un giudice di pace di Finale o Mirandola deve recarsi alle sedi di Carpi o di Modena, dovranno farlo con le corriere, rendendo impossibile assicurare ai cittadini il funzionamento del servizio». Secondo il sindacato, inoltre, la logica di risparmio della finanziaria viene a cadere, perchè «l’uso dei mezzi pubblici rende inevitabili i pernottamenti, rimborsati in caso di impossibilità da parte dei lavoratori di rientrare nelle loro sedi»: «Con questi provvedimenti - conclude Santoro - i costi saranno maggiori rispetto a quelli che ci sarebbero se ai lavoratori fosse concesso di utilizzare il loro mezzo, con un rimborso chilometrico calcolato sulle tabelle previste nelle leggi vigenti». - Evaristo Sparvieri
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