la Gazzetta di Modena — 20 luglio 2010 pagina 11 sezione: CRONACA
«I bilanci dell’Ausl di Modena sono coerenti con gli obiettivi regionali». Nega qualunque “buco” nella sanità modenese l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Carlo Lusenti, mentre visita le stanze della nuova degenza del Dipartimento ad attività integrata testa-collo, finanziato per oltre il 50% con fondi regionali. Sull’aggiustamento di circa 37 milioni di euro garantito a Modena, sul quale nei mesi scorsi si erano concetrate le critiche dell’opposizione, l’assessore garantisce che «i conti di Modena sono in linea con i bilanci di previsione della Regione».
Assessore Lusenti, eppure qualche giorno fa c’è stato chi ha chiesto una commissione d’inchiesta per la sanità regionale.
«Non c’è motivo di istituire una commissione. Chi la chiede vuole sollevare polveroni e fare allarmismi».
Però la situazione della sanità è critica e proprio ieri i medici hanno indetto uno sciopero. E’ d’accordo con la protesta?
«Non è compito mio essere o meno d’accordo. Di certo con la manovra finanziaria diventa fondamentale per le Regioni fare delle scelte per non far retrocedere il servizio».
Quali le conseguenze per la sanità emiliano romagnola?
«Le ricadute da valutare saranno a livello economico e a livello di personale. Del taglio di 800 milioni da spalmare nel biennio 2011/2012, è probabile che la sanità, come settore, ne debba sostenere gran parte. A livello di personale è difficile fare delle previsioni. La futura carenza dipenderà dai pensionamenti».
Quali le ricadute per Modena?
«I tagli economici non sono stati ancora valutati a livello provinciale. Per quel che riguarda il personale le previsioni che parlano di 500 medici in meno sono verosimili». (e.spa.)
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