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venerdì 6 agosto 2010

Cavalleri: «Pronti per i lavori»

  MIRANDOLA. «Noi siamo pronti per iniziare i lavori». E’ la prima risposta che viene dalla Cavalleri spa, la ditta stoppata dall’Autorità di Vigilanza per un “giudicato penale”. Una vicenda-giallo che ha interessato pure l’onorevole e avvocato Pecorella e il marito della Gelmini.  Il legale rappresentante Gregorio Cavalleri non era raggiungibile ieri a Dalmine, il Comune bergamasco dove ha sede l’impresa di costruzioni “Ottavio Cavalleri” che nel 2009 si è aggiudicata l’appalto dei lavori - mai iniziati - per costruire la tangenziale di Mirandola.  Al telefono dell’azienda risponde la segretaria: «Non è per responsabilità di questa ditta se i lavori a Mirandola non sono iniziati. Noi siamo pronti ad aprire il cantiere. Ci affidiamo alla decisione delle autorità competenti».  E non può più rispondere neppure l’avvocato penalista che ha difeso l’azienda durante il processo di primo grado a Milano, per tangenti: Cavalleri venne filmato indagato e processato con l’accusa di aver consegnato denaro ad un alto funzionario dell’Anas della Lombardia, in relazione alla costruzione della statale 36 del Lago di Como e dello Spluga e alla apertura di una grande cava “di prestito”. «Ora faccio un’altro mestiere», risponde l’avvocato, mentre le cronache dell’Eco di Bergamo riferiscono che quel processo si è concluso in primo grado con la condanna di Gregorio Cavalleri a 3 anni, oltre ad un consistente risarcimento danni a carico della ditta “Ottavio Cavalleri spa”.  Su internet spunta un articolo de L’Espresso del novembre 2009, dedicato allo sposo del ministro Mariastella Gelmini, Giorgio Patelli, geologo convocato quale testimone in Procura a Milano nel 2005, in relazione all’inchiesta che aveva coinvolto l’Anas per corruzione. Nell’ambito dell’articolo, si riferisce che “Gregorio Cavalleri, filmato dai carabinieri mentre consegnava le tangenti all’Anas è stato condannato anche in appello per tangenti e falso, ma il suo avvocato e deputato, Gaetano Pecorella, è riuscito a ridurre la pena a 28 mesi, totalmente cancellati dall’indulto del 2006”. Poichè l’indulto cancella la pena, ma non la condanna, non viene precisato se in seguito c’è stato un ricorso per Cassazione, mirato a riformare le due sentenze di condanna. Ma la risposta in merito dell’azienda è perentoria: «A tutela del nostro buon nome, nessun legale rappresentante, nessun socio, nessun tecnico della nostra azienda ha a suo carico condanne penali passate in giudicato». Insomma, alla fine non sarebbe una questione di processi - risolti - pur se al processo Anas era parte civile proprio contro i vari imputati. Resta quindi da chiarire perchè la Prefettura di Bergamo - come ormai è noto dopo la risposta del Governo all’onorevole Miglioli - ha fatto partire la segnalazione per “giudicato penale” a carico della ditta Cavalleri, chiedendo parere specifico all’Autorità di Vigilanza, con conseguente sospensione dell’avvio del cantiere a Mirandola. Nella Bassa tuttavia pretendono la massima chiarezza. Anche perchè la Cavalleri ha vinto il bando nonostante due cordate, in particolare una costituita di imprese locali, avessero formulato una offerta - apparentemente - più vantaggiosa.  Sulla vicenda come è noto è intervenuta anche il consigliere regionale del Pd Palma Costi, affiancando il sindaco nella richiesta di abolizione dell’Anas.

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