Dopo i raid vandalici della settimana scorsa, anche in corso Canalchiaro e in via dei Servi l’emergenza sicurezza appare una delle priorità per i cittadini. Raccogliendo i pareri di residenti e commercianti, la situazione descritta sembra meno preoccupante rispetto a viale Gramsci, ma sono in molti a lamentare atti di vandalismo o di microcriminalità dai quali, più o meno periodicamente, si sentono bersagliati. Secondo quanto affermano nell’erboristeria di corso Canalchiaro, il problema principale è che la zona, rispetto alle più centrali piazza Grande e piazza XX Settembre, è un po tagliata fuori dagli eventi e dalla vita del centro storico.
«Basta vedere la scarsa illuminazione - dicono - Di notte la strada è buia e se ci sono malintenzionati è difficile che riescano a vederli in azione. Ci sentiamo un po’ abbandonati». La pensa allo stesso modo Giuliano Luppi, artigiano con il magazzino in piazza San Giacomo: «Secondo me la zona è isolata. La gente dovrebbe vivere di più la città». Poi, riferendosi alla spaccata di giovedì notte al negozio di cinesi: «E’ stato un puro vandalismo. Bisognerebbe intervenire come è stato fatto alla Pomposa». «Polizia? Quando c’è, è al bar - ironizza Igino Pellacani - oppure a fare le multe». Nella profumeria Catellani, la commessa Loredana Lugli sostiene che nel quartiere sono in molti ad essere allarmati: «E’ colpa di una decentralizzazione dei servizi che sta svuotando il centro». Di certo allarmante è il racconto di Mara Manni, una pensionata che gira in bicicletta lungo via dei Servi: «E’ la settima bici che compro in quattro anni. Me le anno tutte rubate. Mi hanno anche scippata due volte: sono stata pedinata mentre uscivo dalla banca». E se nel forno di via dei Servi Adina Laura dice di vedere abbastanza polizia in giro, proprio di fronte alla panetteria, Marco Musciagna, il titolare del ristorante al quale hanno bruciato le decorazioni esterne, è «deluso e sfiduciato»: «Qui è un po’ terra di nessuno. Già un’altra volta ho beccato un ragazzo che con una cesoia cercava di rubare una bici». Intanto gli eventi del 29 settembre alimentano la polemica politica. Andrea Leoni del Pdl chiede al sindaco Pighi un presidio fisso in centro storico, chiesto «esattamente 4 anni fa». Per il segretario cittadino della Lega Nord, Stefano Bellei: «Questi episodi di microcriminalità continuano ad essere considerati “normali” dall’amministrazione. Da tempo chiediamo più telecamere e più controlli nel centro storico senza essere ascoltati». (e.spa.)
«Basta vedere la scarsa illuminazione - dicono - Di notte la strada è buia e se ci sono malintenzionati è difficile che riescano a vederli in azione. Ci sentiamo un po’ abbandonati». La pensa allo stesso modo Giuliano Luppi, artigiano con il magazzino in piazza San Giacomo: «Secondo me la zona è isolata. La gente dovrebbe vivere di più la città». Poi, riferendosi alla spaccata di giovedì notte al negozio di cinesi: «E’ stato un puro vandalismo. Bisognerebbe intervenire come è stato fatto alla Pomposa». «Polizia? Quando c’è, è al bar - ironizza Igino Pellacani - oppure a fare le multe». Nella profumeria Catellani, la commessa Loredana Lugli sostiene che nel quartiere sono in molti ad essere allarmati: «E’ colpa di una decentralizzazione dei servizi che sta svuotando il centro». Di certo allarmante è il racconto di Mara Manni, una pensionata che gira in bicicletta lungo via dei Servi: «E’ la settima bici che compro in quattro anni. Me le anno tutte rubate. Mi hanno anche scippata due volte: sono stata pedinata mentre uscivo dalla banca». E se nel forno di via dei Servi Adina Laura dice di vedere abbastanza polizia in giro, proprio di fronte alla panetteria, Marco Musciagna, il titolare del ristorante al quale hanno bruciato le decorazioni esterne, è «deluso e sfiduciato»: «Qui è un po’ terra di nessuno. Già un’altra volta ho beccato un ragazzo che con una cesoia cercava di rubare una bici». Intanto gli eventi del 29 settembre alimentano la polemica politica. Andrea Leoni del Pdl chiede al sindaco Pighi un presidio fisso in centro storico, chiesto «esattamente 4 anni fa». Per il segretario cittadino della Lega Nord, Stefano Bellei: «Questi episodi di microcriminalità continuano ad essere considerati “normali” dall’amministrazione. Da tempo chiediamo più telecamere e più controlli nel centro storico senza essere ascoltati». (e.spa.)
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