«Sull’episodio non c’è nessun fondamento coranico. Qualsiasi interpretazione religiosa è sbagliata». Brunetto Salvarani, teologo e esperto di religioni, esclude che alla base della tragedia di Novi ci siano motivazioni legate a precetti del culto islamico. «Un dramma del genere non trova nessuna forma di giustificazione - aggiunge - Siamo di fronte a un fatto gravissimo. Ma “religionizzare” l’episodio è una forma di strumentalizzazione e di demonizzazione religiosa».
Professor Salvarani, ci sono versetti del Corano che parlano di matrimoni combinati?
«Nel Corano ci sono molti passi che riguardano il matrimonio».
Cosa recitano?
«Ne parlano come di un rapporto sociale. Nessun passo può giustificare ciò che è successo. Quello di Novi è un delitto d’onore, come quelli che accadevano in Italia fino a qualche decennio fa. Siamo di fronte a un esempio di ciò che in cultura anglosassone viene definito “problema asiatico”. Sono fenomeni che non riguardano in particolare gli islamici, ma in generale tutte le comunità patriarcali e maschiliste a contatto con la modernità. C’è, nella tragedia di Novi, un dato significativo».
Quale?
«Che la ribellione è partita da due donne, a testimonianza di un tentativo di emancipazione femminile». L’integrazione interculturale passa per le donne? «Bisogna investire sulle donne, sulla conoscenza e sulle lingue. Sul campo sociale le donne rappresentano un soggetto importante».
Come intervenire?
«Ci sono diversi modelli. In Francia, per esempio, ci sono case che offrono accoglienza ai giovani che cercano di sfuggire da queste spirali familiari, non lasciandoli soli. Molto importante è intervenire anche a livello scolastico». - Evaristo Sparvieri
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