Niente patrocinio del Comune e niente sala Paggeria per la mostra “Nel nome del padre”, rivisitazione in chiave contemporanea di soggetti ispirati alla religione cristiana. L’amministrazione ha deciso di bocciare la richiesta avanzata da Magazzini Criminali, l’associazione culturale che ha organizzato l’evento, giudicando il contenuto lesivo nei confronti della sensibilità comune. Nella mostra, intitolata “Nel nome del padre” in omaggio al celebre film di Jim Sheridan con Daniel Day Lewis ed Emma Thompson, sarebbero state allestite le opere di due artisti bolognesi, padre e figlio, Lino e Diego Borghi: croci, teschi e altri soggetti sacri, rivisitati in maniera astratta e realizzati con materiali di recupero. Manufatti che, nelle intenzioni dell’organizzazione, avrebbero trovato degna esposizione nella cornice della sala Paggeria, tra le più sontuose sale comunali. Dopo aver visionato le foto delle opere in mostra, però, dalla Giunta è arrivata la bocciatura al progetto. «Abbiamo realizzato già altre mostre in passato, anche nella sala Paggeria, con contenuti ben più forti - spiega il presidente di Magazzini Criminali, Carlo Alberto Zini - La giunta è sempre stata disponibile e mi ha stupito apprendere che in questa occasione, per la prima volta, non ci sia stato concesso l’utilizzo dello spazio. Dietro il rifiuto c’è un motivo religioso. Non ci è stato concesso neanche l’uso della stamperia per gli inviti, rifiutando la nostra richiesta di patrocinio». Zini aggiunge che non vuole che la vicenda assuma i toni della strumentalizzazione politica, preferendo che rimanga confinata a una querelle artistica. Ma la polemica nell’arco di un paio di giorni si è spostata anche su Facebook. Sul popolare social network, dove è stato creato un evento intitolato Solidarietà ai Magazzini Criminali, sono numerosi gli interventi pro e contro l’evento. C’è chi parla di censura e chi, come l’artista Lino Borghi, pur nella contrarietà della decisione, si dice comunque soddisfatto che la sua arte abbia acceso un dibattito. Tra gli interventi, anche post firmati dal sindaco Luca Caselli. «La mostra si farà comunque e partirà il prossimo 20 novembre - conclude Zini - L’allestimento sarà nel nostro spazio di piazzale Gazzadi». A spiegare il punto di vista dell’amministrazione, è l’assessore alla Cultura Luca Cuoghi che, senza entrare nel merito di una valutazione artistica delle opere, afferma: «La mostra non ha avuto dalla giunta l’apprezzamento necessario. Inoltre sarebbe durata nei giorni dell’avvento e del Natale, in un periodo particolare dal punto di vista religioso. Non vogliamo associare il nome della città ad un’iniziativa che potrebbe turbare la sensibilità di qualcuno. L’amministrazione deve essere garante e tutelare la sensibilità comune. Nel loro spazio, l’associazione è libera di fare tutte le esposizioni che ritiene opportune». - Evaristo Sparvieri

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