«Il problema della necessità degli spazi d’acqua è legato principalmente alle esigenze delle società sportive». E’ quanto afferma l’assessore allo Sport, Antonino Marino, che è tornato sulla piccola inchiesta comparsa ieri sulla Gazzetta: presentandoci come studenti, avevamo chiesto alle quattro piscine cittadine la possibilità di iscriverci a corsi di nuoto o di praticare nuoto libero, ottenendo come risposta una piena disponibilità di posti.
In questo modo era stato messo in discussione un teorema che vuole tra le ragioni della futura piscina al Parco Ferrari una carenza di spazi e di ore d’acqua in città. Teorema che per Marino tuttavia resta completamente in piedi, dal momento che «il problema degli spazi d’acqua interessa in particolare le società del nuoto e non i privati». «Da parecchio tempo riceviamo richieste di spazi di nuoto da parte delle società sportive - precisa l’assessore - e segnalo recentemente anche lamentele da parte di nuotatori privati che dicono di avere poco spazio. A Modena si è sempre parlato di una specializzazione dell’offerta natatoria sportiva». Nelle considerazioni dell’assessore Marino, che, per ora, preferisce non entrare nel merito del progetto relativo a un impianto alternativo in via Pavia, la piscina al Parco Ferrari, servirà a rispondere a «esigenze di benessere e divertimento», consentendo di “drenare” i nuotatori “privati” dalle strutture esistenti e liberando in tal modo spazi per le attività delle società sportive. A supporto di questa tesi, l’assessore elenca una serie di richieste rimaste insolute: «Non siamo riusciti a soddisfare la domanda di una società di pentathlon che faceva attività in Accademia e, a parte, degli spazi destinati al sincronizzato. La chiusura dell’Accademia ha inoltre determinato la riduzione degli spazi acqua a disposizione di società sportive, pubblico e scuole. Da quest’anno non possiamo infatti dare più la possibilità ai gruppi sportivi scolastici di fare attività nel pomeriggio. In più, per poter far posto alle società di nuoto che facevano attività in Accademia e agli stessi allievi cadetti, sono stati ridimensionati gli spazi per il pubblico, a tutto il pubblico, che dalle 14 oggi nuota in 25 metri anziché in 50». Quanto al contributo erogato annualmente nei confronti della piscina Dogali, infine, l’assessore conclude: «Il contributo netto è di 50mila euro ed è invariato da 5 anni. La Dogali è un impianto complesso con un carico importante di gestione ordinaria. La somma versata ogni anno è pari a 238mila euro. Di questi, 188mila ritornano al Comune, al quale sono ancora intestate le utenze». - Evaristo Sparvieri
In questo modo era stato messo in discussione un teorema che vuole tra le ragioni della futura piscina al Parco Ferrari una carenza di spazi e di ore d’acqua in città. Teorema che per Marino tuttavia resta completamente in piedi, dal momento che «il problema degli spazi d’acqua interessa in particolare le società del nuoto e non i privati». «Da parecchio tempo riceviamo richieste di spazi di nuoto da parte delle società sportive - precisa l’assessore - e segnalo recentemente anche lamentele da parte di nuotatori privati che dicono di avere poco spazio. A Modena si è sempre parlato di una specializzazione dell’offerta natatoria sportiva». Nelle considerazioni dell’assessore Marino, che, per ora, preferisce non entrare nel merito del progetto relativo a un impianto alternativo in via Pavia, la piscina al Parco Ferrari, servirà a rispondere a «esigenze di benessere e divertimento», consentendo di “drenare” i nuotatori “privati” dalle strutture esistenti e liberando in tal modo spazi per le attività delle società sportive. A supporto di questa tesi, l’assessore elenca una serie di richieste rimaste insolute: «Non siamo riusciti a soddisfare la domanda di una società di pentathlon che faceva attività in Accademia e, a parte, degli spazi destinati al sincronizzato. La chiusura dell’Accademia ha inoltre determinato la riduzione degli spazi acqua a disposizione di società sportive, pubblico e scuole. Da quest’anno non possiamo infatti dare più la possibilità ai gruppi sportivi scolastici di fare attività nel pomeriggio. In più, per poter far posto alle società di nuoto che facevano attività in Accademia e agli stessi allievi cadetti, sono stati ridimensionati gli spazi per il pubblico, a tutto il pubblico, che dalle 14 oggi nuota in 25 metri anziché in 50». Quanto al contributo erogato annualmente nei confronti della piscina Dogali, infine, l’assessore conclude: «Il contributo netto è di 50mila euro ed è invariato da 5 anni. La Dogali è un impianto complesso con un carico importante di gestione ordinaria. La somma versata ogni anno è pari a 238mila euro. Di questi, 188mila ritornano al Comune, al quale sono ancora intestate le utenze». - Evaristo Sparvieri
Nessun commento:
Posta un commento