«Si sono diffuse voci infondate: la droga non è stata né venduta né consumata all’interno del Synklab. Non posso dire che si tratti di un’ipotesi impossibile, ma secondo me altamente improbabile». Lo afferma Francesco Fiore, presidente di “D.D. Pecker”, l’associazione che ha organizzato il teknoparty al quale ha partecipato Enrico Rumolo poche ore prima di perdere drammaticamente la vita.
Nella mattinata di ieri, Fiore è stato ascoltato dai carabinieri di Bologna per l’indagine condotta dal pm Morena Plazzi: «Adesso è il momento del cordoglio e del raccoglimento per un ragazzo che ha perso la vita - afferma - stiamo collaborando con le Forze dell’ordine per ricostruire l’accaduto. Per questo oggi abbiamo fornito agli investigatori la nostra versione dei fatti». Insieme al presidente dell’associazione “D.D.Pecker”, nel corso dell’audizione di ieri sarebbe stato ascoltato anche il responsabile del servizio di sicurezza della serata, che si è svolta al Synklab, locale che periodicamente organizza party a base di musica tecno: «Noi cerchiamo di garantire il massimo della sicurezza per i soci del nostro circolo - continua Fiore - l’altra sera c’erano circa 200-250 persone, tutti con la tessera Arci, condizione necessaria per partecipare alla serata. Abbiamo in gestione il Synklab da circa un anno e organizziamo questo tipo di serate tutti i week-end. Non ci sono stati mai problemi, neanche l’anno scorso». «Molto scosso e turbato»: queste le prime parole di Domenico Rovito, il vicepresidente dell’associazione, appena appresa dagli organi di stampa la tragica notizia della morte del giovane carpigiano: «La sicurezza mi ha riferito che il ragazzo è uscito con le sue gambe - racconta Rovito - è stata una serata di musica elettronica come ce ne sono tante altre. Il nostro è un pubblico giovane che purtroppo talvolta non si prende cura di sé e può cedere a stravizi, ma abbiamo un servizio di sicurezza di prim’ordine proprio per evitare questo genere di tragedie. Sono ancora molto choccato». Il presidente dell’Arci di Bologna Stefano Brugnara ha detto: «Qualcosa di enorme ci ha travolto. Se mai dovessimo scoprire di averne, ci assumeremo tute le responsabilità». - Evaristo Sparvieri
Nella mattinata di ieri, Fiore è stato ascoltato dai carabinieri di Bologna per l’indagine condotta dal pm Morena Plazzi: «Adesso è il momento del cordoglio e del raccoglimento per un ragazzo che ha perso la vita - afferma - stiamo collaborando con le Forze dell’ordine per ricostruire l’accaduto. Per questo oggi abbiamo fornito agli investigatori la nostra versione dei fatti». Insieme al presidente dell’associazione “D.D.Pecker”, nel corso dell’audizione di ieri sarebbe stato ascoltato anche il responsabile del servizio di sicurezza della serata, che si è svolta al Synklab, locale che periodicamente organizza party a base di musica tecno: «Noi cerchiamo di garantire il massimo della sicurezza per i soci del nostro circolo - continua Fiore - l’altra sera c’erano circa 200-250 persone, tutti con la tessera Arci, condizione necessaria per partecipare alla serata. Abbiamo in gestione il Synklab da circa un anno e organizziamo questo tipo di serate tutti i week-end. Non ci sono stati mai problemi, neanche l’anno scorso». «Molto scosso e turbato»: queste le prime parole di Domenico Rovito, il vicepresidente dell’associazione, appena appresa dagli organi di stampa la tragica notizia della morte del giovane carpigiano: «La sicurezza mi ha riferito che il ragazzo è uscito con le sue gambe - racconta Rovito - è stata una serata di musica elettronica come ce ne sono tante altre. Il nostro è un pubblico giovane che purtroppo talvolta non si prende cura di sé e può cedere a stravizi, ma abbiamo un servizio di sicurezza di prim’ordine proprio per evitare questo genere di tragedie. Sono ancora molto choccato». Il presidente dell’Arci di Bologna Stefano Brugnara ha detto: «Qualcosa di enorme ci ha travolto. Se mai dovessimo scoprire di averne, ci assumeremo tute le responsabilità». - Evaristo Sparvieri
Nessun commento:
Posta un commento