la Gazzetta di Modena — 16 ottobre 2010 pagina 25 sezione: PROVINCIA
Un racket internazionale dello "sballo" e delle droghe dietro la morte del 19enne Enrico Rumolo, ucciso da overdose durante una serata techno in un locale bolognese. E ha volto e nome uno dei pusher che ha venduto la dose letale: è Miyoshi Yukari, 31 anni, giapponese.
La donna è stata arrestata dai Carabinieri di Bologna in un hotel di Oleggio, in provincia di Novara. Insieme a lei, i carabinieri hanno tratto in arresto anche il concittadino Nakao Masaya, 29 anni. Entrambi, incensurati, sono stati colti in flagranza di reato in possesso di una rilevante quantità di droghe. Tra queste, alcune compatibili con quelle assunte dal giovane Rumolo nella miscela letale e rivelate dall'autopsia. Le indagini sono partite da alcune intercettazioni telefoniche. Rumolo e gli amici si erano scambiati il numero di cellulare con i pusher giapponesi. Probabilmente loro intenzione era ricontattarli per altre serate. Il primo contatto, occasionale, era avvenuto all'esterno del Synk Lab, il locale bolognese nel quale si svolgeva il techno party: la giapponese avrebbe venduto ai giovani una bustina di Mdma per 30 euro. Le indagini, partite domenica scorsa, dopo il ricovero del giovane carpigiano al Sant'Orsola di Bologna, si erano immediatamente concentrate su un ristretto numero di spacciatori, conosciuti nel giro come fornitori specializzati di droghe sintetiche. Fondamentali sono state alcune testimonianze, che hanno riferito di una giovane donna, dai tratti orientali, vista ripetutamente contattare alcuni ragazzi, tra cui Enrico. Grazie agli accertamenti disposti dal pm della Procura di Bologna, Morena Plazzi, i militari del Nucleo operativo sono riusciti a localizzare la 31enne giapponese in un albergo di Oleggio, dove aveva preso alloggio, con il suo connazionale, la sera tra mercoledì e giovedì scorsi. I due erano diretti a un rave party organizzato in zona. La mattina di giovedì, i carabinieri hanno fatto irruzione nella stanza occupata dai 2 giapponesi trovandoli in possesso di una quantità impressionante di droghe la cui vendita, secondo le prime stime, avrebbe fruttato tra i 300mila e i 500mila euro. Per i due sono scattate immediatamente le manette con l'accusa di possesso a fini di spaccio. A carico di Miyoshi Yukari è stato inoltre eseguito il provvedimento di fermo emesso dal pm. Prosegue intanto la caccia a un altro pusher, di origine italiana. Nei prossimi giorni sono attesi i risultati degli esami tossicologici, in base ai quali si potrà capire nel dettaglio quali sostanze siano state letali per il giovane carpigiano di appena 19 anni.
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