“Avevamo già stimato di raddoppiare gli spazi del Centro oncologico modenese e pensavamo di raddoppiarli vicino al Centro esistente. Ma non sarà un problema realizzare degli spazi per l’assistenza oncologica a Baggiovara. Io penso che i cittadini, così come si sono tassati per avere il primo centro, davanti a un progetto portato avanti da un gruppo credibile faranno anche quest’altro sacrificio”. Parla già da “ex” del Policlinico, il professor Massimo Federico, che l’altro giorno ha annunciato la sua richiesta di trasferimento in uno dei due dipartimenti universitari con sede a Baggiovara.
Ieri il professore si è recato in Piazza Grande per riconsegnare simbolicamente, “in cerca di aiuto”, la Bonissima ricevuta dal sindaco Pighi. “Da un anno abbiamo chiesto un ampliamento dei locali del centro - continua il professore - Non si possono far aspettare centinaia di persone in day hospital. In più, ci sono finanziamenti per la realizzazione della residenza del ricercatore, un edificio in cui ospitare 15 nuovi ricercatori di oncologia”. Progetti che adesso potrebbero trovare ospitalità a Baggiovara, dove Federico andrebbe a svolgere le sue mansioni nel dipartimento integrato di Medicina: “L’ospedale di Baggiovara è una risorsa ancora da sviluppare. Non credo ci saranno problemi per un nuovo centro. L’obiettivo è dare continuità al lavoro svolto e assicurare ai cittadini un futuro migliore”. A chi gli fa notare l’ambizione del progetto, Federico risponde citando Valerio Massimo Manfredi: “Per chi ha trovato il coraggio di pensare in grande si trova sempre una soluzione”. E che il professore abbia sempre pensato in grande, lo testimoniano i numeri che cita: oltre 3.000 pazienti che si sono rivolti a lui per le cure oncologiche, un’associazione, la Angela Serra, che “è la prima associazione di volontariato in provincia con 339mila euro ricevuti dall’otto per mille”, della quale è presidente da 16 anni. E una struttura, il Centro oncologico presso il Policlinico, di cui è tra i padri fondatori. Ma il gesto di ieri, dopo anni di divergenze con la dirigenza, è stata anche l’occasione per Federico per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. A cominciare dalle ultime gocce che hanno fatto traboccare il vaso: “Non contesto la recente nomina di Fabbri a direttore di Oncologia. Ma in presenza della preside Gabriella Agazzotti si è rifiutato di applicare una delibera di 8 anni fa che mi garantiva personale, spazi e posti letto, dicendo che se avessi avuto bisogno ricoveri, i letti me li avrebbero ‘prestati’ volta per volta - spiega l’oncologo - in più ho appena ricevuto notizia che non sarà rinnovato il contratto a una biologa del mio staff, quando mi era stato garantito il contrario. Modena si meriterebbe una dirigenza più illuminata”. A finire nel mirino, anche il rettore Aldo Tomasi: “Non ha i titoli per essere rettore”, attacca Federico, che sulla legittimità dell’elezione dichiara di aver presentato tempo fa un esposto. “Sono stato eletto a grandissima maggioranza dai docenti, dal personale tecnico amministrativo e dagli studenti e nominato del Ministro - risponde il rettore - Sono sereno e tranquillo. Se Federico è al corrente di irregolarità di cui non sono a conoscenza, presenti l’esposto, nel caso non lo abbia già fatto, in modo tutto venga chiarito dalle autorità competenti”. Quanto al nuovo Centro oncologico, Tomasi dichiara che un’operazione del genere andrebbe in senso opposto a quanto indicato dal Pal: “Occorre diminuire e coordinare le strutture esistenti, non raddoppiarle. Capisco i suoi problemi, ma non è il solo a trovarsi in una situazione difficile: stipendi bloccati, mancanze di turnover”. Sul trasferimento, “il nuovo dipartimento dovrà esaminare secondo regolamento”. - Evaristo Sparvieri
Ieri il professore si è recato in Piazza Grande per riconsegnare simbolicamente, “in cerca di aiuto”, la Bonissima ricevuta dal sindaco Pighi. “Da un anno abbiamo chiesto un ampliamento dei locali del centro - continua il professore - Non si possono far aspettare centinaia di persone in day hospital. In più, ci sono finanziamenti per la realizzazione della residenza del ricercatore, un edificio in cui ospitare 15 nuovi ricercatori di oncologia”. Progetti che adesso potrebbero trovare ospitalità a Baggiovara, dove Federico andrebbe a svolgere le sue mansioni nel dipartimento integrato di Medicina: “L’ospedale di Baggiovara è una risorsa ancora da sviluppare. Non credo ci saranno problemi per un nuovo centro. L’obiettivo è dare continuità al lavoro svolto e assicurare ai cittadini un futuro migliore”. A chi gli fa notare l’ambizione del progetto, Federico risponde citando Valerio Massimo Manfredi: “Per chi ha trovato il coraggio di pensare in grande si trova sempre una soluzione”. E che il professore abbia sempre pensato in grande, lo testimoniano i numeri che cita: oltre 3.000 pazienti che si sono rivolti a lui per le cure oncologiche, un’associazione, la Angela Serra, che “è la prima associazione di volontariato in provincia con 339mila euro ricevuti dall’otto per mille”, della quale è presidente da 16 anni. E una struttura, il Centro oncologico presso il Policlinico, di cui è tra i padri fondatori. Ma il gesto di ieri, dopo anni di divergenze con la dirigenza, è stata anche l’occasione per Federico per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. A cominciare dalle ultime gocce che hanno fatto traboccare il vaso: “Non contesto la recente nomina di Fabbri a direttore di Oncologia. Ma in presenza della preside Gabriella Agazzotti si è rifiutato di applicare una delibera di 8 anni fa che mi garantiva personale, spazi e posti letto, dicendo che se avessi avuto bisogno ricoveri, i letti me li avrebbero ‘prestati’ volta per volta - spiega l’oncologo - in più ho appena ricevuto notizia che non sarà rinnovato il contratto a una biologa del mio staff, quando mi era stato garantito il contrario. Modena si meriterebbe una dirigenza più illuminata”. A finire nel mirino, anche il rettore Aldo Tomasi: “Non ha i titoli per essere rettore”, attacca Federico, che sulla legittimità dell’elezione dichiara di aver presentato tempo fa un esposto. “Sono stato eletto a grandissima maggioranza dai docenti, dal personale tecnico amministrativo e dagli studenti e nominato del Ministro - risponde il rettore - Sono sereno e tranquillo. Se Federico è al corrente di irregolarità di cui non sono a conoscenza, presenti l’esposto, nel caso non lo abbia già fatto, in modo tutto venga chiarito dalle autorità competenti”. Quanto al nuovo Centro oncologico, Tomasi dichiara che un’operazione del genere andrebbe in senso opposto a quanto indicato dal Pal: “Occorre diminuire e coordinare le strutture esistenti, non raddoppiarle. Capisco i suoi problemi, ma non è il solo a trovarsi in una situazione difficile: stipendi bloccati, mancanze di turnover”. Sul trasferimento, “il nuovo dipartimento dovrà esaminare secondo regolamento”. - Evaristo Sparvieri
Federico: «Farò un nuovo Centro di oncologia»
MODENA . Il professor Massimo Federico (nella foto) lascia il policlinico e passa a Baggiovara e lancia subito la sua nuova sfida: «Voglio realizzare un nuovo centro oncologico. Sono certo che i modenesi ci aiuteranno con la loro generosità». A PAGINA 15
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