Oltre 5.700 persone ammalate di tumore: 3.109 maschi e 2.636 femmine, con un numero di nuovi tumori diagnosticati pari a 4.615 persone, di cui 2.455 maschi (il 53.3%) e 2.160 femmine (il 46.8%). Sono alcuni dati forniti da “I tumori in provincia di Modena e di Parma. Anno 2008”, volume realizzato dallo staff del Registro tumori della Provincia e presentato ieri dal professor Massimo Federico. “Produciamo rapporti dal 1988 - spiega Federico - Siamo l’unica realtà che aggiorna i propri dati annualmente”.
Il volume contiene il dettaglio dei dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza relativi alla popolazione della Provincia, documentando il quadro epidemiologico della patologia oncologica per l’anno 2008. Con l’esclusione dei tumori della cute, delle malattie mieloproliferative croniche e le sindromi mieloplastiche, tra le forme tumorali più frequenti nella popolazione maschile ci sono il tumore alla prostata (20.1%), al polmone (15.6%), al colon retto (13.5%) e alla vescica (11.4%). Nella popolazione femminile, invece, il 30.9% dei casi riguarda diagnosi di tumore alla mammella. Seguono colon retto (13.1%), tiroide (7.9%) e polmone (6.5%). In provincia, il numero di nuovi casi diagnosticati mostra un trend crescente, in parte dovuto all’invecchiamento della popolazione (nel 62,8% dei casi la diagnosi è su persone ultrasessantacinquenni), in parte alle attività di screening e in parte ad una maggiore consapevolezza dei problemi di salute da parte dei cittadini. Nel 2008, i decessi per patologie tumorali in provincia sono stati 1967, di cui il 57,6 % in età superiore ai 75 anni, segnando nel complesso una diminuzione. Le età medie di mortalità si assestano sui 76 anni per gli uomini e 78 anni per le donne. Bassissima la frequenza di casi di mortalità infantile, pari allo 0.1%. Quanto all’indice di sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi è risultato pari al 58.0% (52,6% per i maschi e 63,8% per le femmine). “Il rischio di morte si è ridotto del 40% negli ultimi 20 anni - spiega il professor Federico - Dati significativi riguardano la popolazione straniera residente in provincia, a cui abbiamo dedicato un capitolo specifico. Ad esempio, la mortalità per tumori alla mammella è pari a 1/3 delle diagnosi rispetto al 15% della popolazione di origine italiana”. Tra gli altri dati, delle 857 diagnosi realizzate a cittadini stranieri, il 30% riguarda cittadini originari dell’Est Europa, il 27% in paesi africa e il 21% nelle americhe e in Asia. “I successi nella lotta al cancro fanno sì che aumenterà il numero di persone che ha avuto contatto con la malattia - conclude Federico - Oltre la cura è arrivato il momento di applicare nuove politiche di assistenza”. (e.s.)
Il volume contiene il dettaglio dei dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza relativi alla popolazione della Provincia, documentando il quadro epidemiologico della patologia oncologica per l’anno 2008. Con l’esclusione dei tumori della cute, delle malattie mieloproliferative croniche e le sindromi mieloplastiche, tra le forme tumorali più frequenti nella popolazione maschile ci sono il tumore alla prostata (20.1%), al polmone (15.6%), al colon retto (13.5%) e alla vescica (11.4%). Nella popolazione femminile, invece, il 30.9% dei casi riguarda diagnosi di tumore alla mammella. Seguono colon retto (13.1%), tiroide (7.9%) e polmone (6.5%). In provincia, il numero di nuovi casi diagnosticati mostra un trend crescente, in parte dovuto all’invecchiamento della popolazione (nel 62,8% dei casi la diagnosi è su persone ultrasessantacinquenni), in parte alle attività di screening e in parte ad una maggiore consapevolezza dei problemi di salute da parte dei cittadini. Nel 2008, i decessi per patologie tumorali in provincia sono stati 1967, di cui il 57,6 % in età superiore ai 75 anni, segnando nel complesso una diminuzione. Le età medie di mortalità si assestano sui 76 anni per gli uomini e 78 anni per le donne. Bassissima la frequenza di casi di mortalità infantile, pari allo 0.1%. Quanto all’indice di sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi è risultato pari al 58.0% (52,6% per i maschi e 63,8% per le femmine). “Il rischio di morte si è ridotto del 40% negli ultimi 20 anni - spiega il professor Federico - Dati significativi riguardano la popolazione straniera residente in provincia, a cui abbiamo dedicato un capitolo specifico. Ad esempio, la mortalità per tumori alla mammella è pari a 1/3 delle diagnosi rispetto al 15% della popolazione di origine italiana”. Tra gli altri dati, delle 857 diagnosi realizzate a cittadini stranieri, il 30% riguarda cittadini originari dell’Est Europa, il 27% in paesi africa e il 21% nelle americhe e in Asia. “I successi nella lotta al cancro fanno sì che aumenterà il numero di persone che ha avuto contatto con la malattia - conclude Federico - Oltre la cura è arrivato il momento di applicare nuove politiche di assistenza”. (e.s.)
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