“Restituirò al Comune la statuetta della Bonissima ricevuta una mese fa dalle mani del sindaco. Mi sono sentito abbandonato e ostacolato nell’esercizio della mia professione. Per questo chiederò il trasferimento dal Policlinico all’ospedale di Baggiovara”. Dopo lo sciopero della fame di febbraio, Massimo Federico, professore del Centro oncologico modenese e presidente dell’associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro, annuncia la sua prossima battaglia.
Il colpo di scena arriva al termine della presentazione di “I tumori in provincia di Modena e Parma. Anno 2008”, volume che raccoglie i dati provinciali di incidenza, mortalità e sopravvivenza per tumore: nell’aula didattica del Centro oncologico, teatro della presentazione, davanti a un pubblico di studenti, ricercatori e colleghi medici, Massimo Federico apre il cofanetto che contiene la Bonissima, il premio comunale ricevuto il 5 ottobre dalle mani del sindaco Pighi per il suo impegno nella lotta al cancro. Mostra il riconoscimento al pubblico e dichiara: “Domani mattina (oggi, ndr) andrò in piazza Grande. Riconsegnerò a malincuore la Bonissima al sindaco. Sono venuto in Emilia con la convinzione di essere in prima fila sul versante sanità, invece ho incontrato solo amministrazione e burocrazia. Eserciterò un diritto previsto nel regolamento e chiederò di essere trasferito in uno dei due dipartimenti universitari che hanno sede all’ospedale di Baggiovara”. Nell’aula didattica cala il gelo. Tra il pubblico, la preside della facoltà di Medicina Gabriella Agazzotti e il nuovo direttore del dipartimento, Leonardo Fabbri, in carica dal primo novembre. Alcuni sapevano, e continuano a fare domande sui dati come se niente fosse. Altri intuivano, altri ancora si chiedono il perché. Tutti, però, erano a conoscenza della ruggine tra il professor Federico e la direzione generale del Policlinico. Malumori che si erano spinti lo scorso febbraio fino ad uno sciopero della fame per il mancato accordo sulle mansioni di 5 suoi collaboratori e che hanno trovato espressione anche ieri, quando Massimo Federico ha rimproverato la direzione di aver bloccato il giorno prima una richiesta di fare un test. “Se avessi chiesto di tornare in Puglia, in molti avrebbero tirato un sospiro di sollievo - ironizza il professore - Tutto quello che facevo qui chiederò invece di farlo a Baggiovara. Siate comunque contenti dei bei risultati riportati nel volume che ho presentato”. Federico resterà universitario ma, nel caso la sua richiesta venga accettata, non avrà più come referenti - per il lavoro assistenziale - i vertici del Policlinico, bensì i responsabili della Ausl, sotto cui ricade l’ospedale di Baggiovara: “Ho vinto un concorso che mi garantiva spazi, letti e personale per svolgere le normali funzioni di oncologia medica. Sono cose che mi sono state negate. In pratica vengo pagato come primario senza avere la possibilità di svolgerne le mansioni. Per questo ho avanzato alla preside la richiesta di poter usufruire di un diritto previsto nel regolamento, trasferendo le mie attività a Baggiovara”. Quanto al gesto della riconsegna della Bonissima, questa mattina intorno alle 11, l’intento di Federico è quello di mettere la politica con le spalle al muro: “Ho ricevuto il riconoscimento come presidente dell’associazione Angela Serra e responsabile del Centro sviluppo oncologico. Ora mi sembra opportuno restituirlo. Spero che il sindaco, di fronte alla mia determinazione, mi dia la possibilità di tornare qui e di svolgere nel pieno delle facoltà i miei compiti. In caso contrario, sono pronto ad andare via”. Per la preside di Medicina Agazzotti “la situazione è ancora risolvibile”, tuttavia il professor Federico, in caso di trasferimento all’Ausl, farà di tutto per portare con sé i suoi numerosi pazienti, i membri del suo staff e alcune creature che ritiene “sue”, come l’associazione Angela Serra: “Non escludo che ci siano colleghi che potrebbero seguirmi”, conclude Federico.Federico lascia il Policlinico: «Vado all'Ausl»
MODENA . Massimo Federico, professore del Centro oncologico modenese e presidente dell’Angela Serra, vuole lasciare il Policlinico per andare all’Ausl e dice: «Darò indietro la Bonissima». A PAGINA 18
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