PALAGANO. Prosegue, al tribunale militare di Verona, il processo per la strage di Monchio, Costrignano, Savoniero e Susano compiuta dai nazisti della divisione Goehring il 18 marzo 1944 con 140 vittime. Ieri il giudice ha accettato la richiesta dell’accusa di acquisire come prove le intercettazioni telefoniche compiute dalla procura di Dortmund tra il 2006 e il 2008 nei confronti dei 7 imputati. «Sono centinaia di conversazioni fondamentali - spiega l’avvocato di parte civile Andrea Speranzoni - contengono indizi e ammissioni di colpevolezza». E’ stato ascoltato il generale dei carabinieri Roberto D’Elia, motore delle indagini. D’Elia ha spiegato in che modo è stata condotta l’attività investigativa negli archivi di Friburgo e di Berlino, ricostruendo l’organigramma della divisione e i metodi usati per il riconoscimento delle matricole. «Sono state scoperte associazioni segrete in Germania, come la Stille Hilfe e l’associazione Goehring, che sembrerebbero aver cercato di influenzare occultamente le indagini» dice Speranzoni. Domani saranno sentiti Tonia Rovatti, Paolo Pezzino dell’università di Pisa, Alessandro Politi consulente dell’esercito e Carlo Gentile di Colonia. (e.s.)
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