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venerdì 12 novembre 2010

Marroni, ottima stagione Raccolti 10 quintali a ettaro

  Circa 300 ettari destinati alla castanicoltura da frutto, di cui 240 coltivati e in produzione. Di questi, 120 ettari sono coltivati a marrone e 120 a castagna da farina. Sono i dati relativi alla castanicoltura dei territori del’Unione Terre di Castelli, in particolare dei comuni di Zocca, Guiglia e Montese (quest’ultimo dal 2008 confluito nella Comunità montana del Frignano). A illustrarli è Remo Chiappeli, responsabile di zona per l’Unione Terre di Castelli e tra gli organizzatori di diverse feste della castagna, tra cui la sagra di Roccamalatina.  Chiappelli spiega che le aree più idonee per la crescita e la produzione delle castagne «si trovano in tutto il territorio, da una quota di 230 metri sul livello del mare, nei pressi del Panaro e di Rocchetta di Guiglia, fino a quota 900 metri, nei pressi di Iola di Montese». «I castagneti si trovano prevalentemente sulla dorsale che attraversa longitudinalmente la ex Comunità Montana, prediligendo l’esposizione a nord e nord-ovest».   Come è andata la stagione delle castagne?  
«Quest’anno la raccolta è stata particolarmente abbondante. La produzione media di marroni si può quantificare tra gli 8 e i 10 quintali per ettaro. Quest’anno siamo più vicini ai 10. Le piogge hanno permesso al marrone di fruttare anche con anticipo. Il clou è stato già superato. La caduta è iniziata con qualche settimana di anticipo ed è terminata. Ora ci si occupa della pulitura. Questa situazione avrà anche ripercussioni sul mercato».   
Di che tipo?  
«In linea di massima i prezzi potrebbero diminuire. Due o tre anni fa, poteva capitare che la produzione terminasse prima, e si rimanesse senza prodotti da vendere. Quest’anno è probabile il contrario, per questo è ipotizzabile che ci sia una adeguamento dei prezzi. Per i produttori che hanno aderito al marchio “Tradizione e sapori di Modena”, tempo fa si era comunque stabilito di non scendere sotto i 6 euro al chilo. Il prodotto viene commercializzato in apposite confezioni riportanti il marchio, sacchetti di rete da 3 e 5 chili e borsine di carta da 1-2 chili, queste ultime utilizzabili solo per la vendita in occasione delle sagre».   
Quali sono i modi di commercializzazione del prodotto?  
«Le modalità principali sono la vendita diretta da parte dei produttori nelle sagre o in azienda, la vendita al dettaglio e in anni di produzione abbondante, come quest’anno, anche presso grossisti o mercati ortofrutticoli».   
Quali le aree più interessate per la raccolta e le principali varietà?  
«Le zone sono numerose. A Guiglia ci sono Roccamalatina, Samone e Castellino. A Montese, Montalto, Semelano, Maserno, Iola. A Zocca ci sono Montombraro, Montecorone e Monte S. Giacomo. Quanto alle varietà, il Marrone di Zocca e le castagne Pastonese, Sborgà, Svizzera, Carrarese, Biancherina. La destinazione principale è il consumo fresco per quanto riguarda il marrone e la trasformazione in farina per le castagne».

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