MARANELLO. «Ho avuto davvero paura, ma una bella paura». All’indomani del Gp di Abu Dhabi, a far tornare il sorriso agli uomini in rosso è stato Usain Bolt. L’uomo più veloce della storia ieri ha incontrato un altro mito della velocità: la Ferrari. Lo sguardo felino. I flash dei fotografi che lo immortalano a fianco di due Rosse sulla pista di Alonso e Massa. Lui, sprinter olimpionico e recordman dei 100 e 200 pronto a scattare come in una finale con a fianco le due potenti gran turismo del Cavallino. «Belle da far paura», esclamerà scendendo dopo un giro fatto di testacoda e accelerazioni pazzesche con al volante il capo collaudatore della Ferrari. (Video)
Per il campione giamaicano, alcuni giri nella pista di Fiorano e poi una visita nella fabbrica del Cavallino Rampante. Doveva atterrare direttamente a Fiorano, ma la nebbia, che ieri è scesa su Maranello, ne ha impedito l’atterraggio. Così Usain Bolt, l’uomo più veloce del mondo, ha ritardato di qualche minuto il suo arrivo nella pista del Cavallino. Ad attenderlo, c’erano una 599 Fiorano Gtb, 12 cilindri, rossa fiammante e in assetto sportivo, e una 458 Italia, 8 cilindri, gialla. Appena arrivato, Bolt ha effettuato una quindicina di giri di pista. Un primo assaggio da passeggero, al fianco del capo collaudatore Ferrari Dario Benuzzi e di Raffaele De Simone. Poi, il tempo di prendere un po’ di confidenza, il campione giamaicano si è messo al volante, dimostrando un ottimo rapporto con la velocità anche quando si tratta di motori. «La 458 Italia mi piace di più, è più aggressiva, più vicina a me», ha dichiarato il recordman del mondo dei 100 e 200 metri piani, al quale Dario Benuzzi non ha risparmiato il brivido di un testacoda. «Più si gira, più ci si diverte - ha continuato Bolt - Se fossi una macchina? Sarei una Ferrari». Triplo campione olimpico e mondiale, Bolt ha definito i bolidi del Cavallino delle “vere bestie”, spendendo parole di incitamento nei confronti di Fernando Alonso, il campione reduce dalla delusione iridata: «Sono gli alti e i bassi, dello sport come della vita. Si può perdere e si può vincere. Ma quando perdi, poi, devi rialzarti e ripartire». Al collo una sciarpetta dell’Inter, squadra di cui è tifoso e nella quale milita l’amico Samuel Eto’o, Usain Bolt si è detto in forma dopo i fastidi al polpaccio e alla schiena, che ne hanno condizionato le ultime prestazioni. «Io pilota? Non ci ho mai pensato, ma credo di essere troppo alto», ha scherzato al termine delle prove, quando, oltre che nella pista di atletica, ha dato prova di saper spingere il suo piede anche sull’acceleratore del gas. «Per ora una Ferrari non la compro, magari ne acquisterò una dopo il Mondiale di atletica». Nera o gialla i suoi colori preferiti: «Gli stessi della bandiera giamaicana», che Bolt - Tyson Gay permettendo - cercherà nuovamente di portare sul tetto del mondo in Corea nel 2011: «Per ora penso solo ai 100 e ai 200 metri», ha spiegato il campione, escludendo così di correre i 400. - Evaristo Sparvieri
Per il campione giamaicano, alcuni giri nella pista di Fiorano e poi una visita nella fabbrica del Cavallino Rampante. Doveva atterrare direttamente a Fiorano, ma la nebbia, che ieri è scesa su Maranello, ne ha impedito l’atterraggio. Così Usain Bolt, l’uomo più veloce del mondo, ha ritardato di qualche minuto il suo arrivo nella pista del Cavallino. Ad attenderlo, c’erano una 599 Fiorano Gtb, 12 cilindri, rossa fiammante e in assetto sportivo, e una 458 Italia, 8 cilindri, gialla. Appena arrivato, Bolt ha effettuato una quindicina di giri di pista. Un primo assaggio da passeggero, al fianco del capo collaudatore Ferrari Dario Benuzzi e di Raffaele De Simone. Poi, il tempo di prendere un po’ di confidenza, il campione giamaicano si è messo al volante, dimostrando un ottimo rapporto con la velocità anche quando si tratta di motori. «La 458 Italia mi piace di più, è più aggressiva, più vicina a me», ha dichiarato il recordman del mondo dei 100 e 200 metri piani, al quale Dario Benuzzi non ha risparmiato il brivido di un testacoda. «Più si gira, più ci si diverte - ha continuato Bolt - Se fossi una macchina? Sarei una Ferrari». Triplo campione olimpico e mondiale, Bolt ha definito i bolidi del Cavallino delle “vere bestie”, spendendo parole di incitamento nei confronti di Fernando Alonso, il campione reduce dalla delusione iridata: «Sono gli alti e i bassi, dello sport come della vita. Si può perdere e si può vincere. Ma quando perdi, poi, devi rialzarti e ripartire». Al collo una sciarpetta dell’Inter, squadra di cui è tifoso e nella quale milita l’amico Samuel Eto’o, Usain Bolt si è detto in forma dopo i fastidi al polpaccio e alla schiena, che ne hanno condizionato le ultime prestazioni. «Io pilota? Non ci ho mai pensato, ma credo di essere troppo alto», ha scherzato al termine delle prove, quando, oltre che nella pista di atletica, ha dato prova di saper spingere il suo piede anche sull’acceleratore del gas. «Per ora una Ferrari non la compro, magari ne acquisterò una dopo il Mondiale di atletica». Nera o gialla i suoi colori preferiti: «Gli stessi della bandiera giamaicana», che Bolt - Tyson Gay permettendo - cercherà nuovamente di portare sul tetto del mondo in Corea nel 2011: «Per ora penso solo ai 100 e ai 200 metri», ha spiegato il campione, escludendo così di correre i 400. - Evaristo Sparvieri
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