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venerdì 3 dicembre 2010

«Diffidare se non si conosce chi vi contatta su internet»

 «Diffidare, sempre, Non sappiamo mai chi c’è dall’altra parte dello schermo. E quando si effettuano operazioni economiche, usare metodi che permettano la rintracciabilità». Chat, social network, e-mail. L’insidia spesso corre sulla rete. Per questo motivo il comandante della Polizia postale, Salvatore Calabrese, invita ad una maggiore responsabilità nell’usare un mezzo di comunicazione diffuso come internet, ormai entrato in ogni casa. «Le truffe online sono un pericolo diffuso».   Comandante Calabrese, chi sono le persone più esposte alle insidie di internet?   
«A livello quantitativo, sono soprattutto i giovani ad essere presi di mira dai malintenzionati, anche perchè numericamente hanno maggiore dimestichezza con la rete. Ma, proprio per la loro minore familiarità, anche adulti e anziani sono categorie esposte, sebbene numericamente inferiori».   
A finire sotto accusa spesso sono i social network. E’ giusto lanciare l’allarme?   
«Facebook è stata una bellissima invenzione che ha soppiantato tutte le altre chat, come ad esempio Messenger. Un boom che non era previsto neanche dai suoi inventori e che comporta inevitabilmente alcuni rischi».  
Quali?   
«Si verificano furti di credenziali e di account. Può capitare che ci si sostituisca alle persone con il chiaro intento di screditarle. In questi casi si commettono reati di sostituzione di persona e di diffamazione. A monte, inoltre, spesso si verificano accessi abusivi: si ruba la connessione per accedere ai dati altrui, comprese password e credenziali bancarie».   
Come intervenire?   
«Da tempo portiamo avanti una campagna di informazione nelle scuole, chiamata “Non perdere la bussola”, per illustrare i rischi connessi alla navigazione. Il primo controllo parte degli utenti».   
Ovvero?   
«Su Facebook, ad esempio, nessun ragazzo effettua controlli tra gli “amici” che ha in rete. L’“amicizia” su Facebook è vissuta come uno status symbol e i giovani non considerano i rischi connessi al mancato controllo delle relazioni online. Si favoriscono fenomeni allarmanti, come i reati di pedofilia». (e.spa.)

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