Edifici a rischio amianto. Sono 129 su 771 i siti modenesi da sottoporre a bonifica. E’ quanto emerge dalla Mappatura delle zone interessate da amianto che la Regione Emilia-Romagna ha consegnato al ministero dell’Ambiente, diffusa ieri dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Andrea DeFranceschi. Una classifica che il “grillino” definisce «preoccupante» e che vede la nostra provincia in vetta per numero di immobili da sanare, seguita da Reggio-Emilia (107), Bologna (97), Ferrara (89), Parma (82), Forlì-Cesena (76), Piacenza (73), Ravenna (63) e Rimini (33).
«Inspiegabilmente, quest’anno la Regione ha preferito far passare solo sette mesi, e non un anno, prima di replicare il censimento dei siti con materiali in amianto presenti in Emilia-Romagna - sottolinea Defranceschi - E considerato che gli immobili a rischio per la salute dei cittadini son passati da 757 a 771, non possiamo che plaudire all’operato dell’assessorato alla Salute per l’utilità della mappatura». Per i grillini, che hanno presentato un’interrogazione in materia, «è ora che viale Aldo Moro rifletta su altri, più incisivi, strumenti per bonificare la nostra regione. A partire dall’inserimento dell’eternit e del vinil-amianto nei materiali pericolosi, fino alla promozione di iniziative sul territorio come i censimenti Comune per Comune».
Dei 129 edifici, sono 26 quelli presenti in città, la maggior parte dei quali presenta un classe di rischio 2, ovvero strutture catalogate come accessibili al pubblico, ma in cui l’amianto non presenta tracce di friabilità.
«Nella lista regionale di parrocchie, palestre e ospedali - continua Defranceschi - sono scomparsi o sono stati declassati (a seguito di migliorie, ci auguriamo) i 13 siti che, nel censimento di maggio, comparivano nella classe di rischio 1, che identifica quegli edifici non confinati, accessibili e di uso pubblico nei quali sia presente materiale friabile, e quindi estremamente pericoloso».
Dei 129 edifici, sono 26 quelli presenti in città, la maggior parte dei quali presenta un classe di rischio 2, ovvero strutture catalogate come accessibili al pubblico, ma in cui l’amianto non presenta tracce di friabilità.
«Nella lista regionale di parrocchie, palestre e ospedali - continua Defranceschi - sono scomparsi o sono stati declassati (a seguito di migliorie, ci auguriamo) i 13 siti che, nel censimento di maggio, comparivano nella classe di rischio 1, che identifica quegli edifici non confinati, accessibili e di uso pubblico nei quali sia presente materiale friabile, e quindi estremamente pericoloso».
In effetti dalla Provincia fanno sapere che il piano di bonifica messo in atto per eliminare progressivamente la presenza di amianto e eternit prosegue e, tra gli edifici di competenza provinciale, compare ancora il Liceo Tassoni, in cui la presenza di amianto è da tempo confinata ad un serbatoio per l’acqua in disuso.
Nell’elenco, tra gli altri immobili, compaiono anche le scuole dell’infanzia San Damaso, Edison, Modena est e Villaggio Giardino. Edifici su cui l’assessore Marino in estate aveva annunciato interventi, testimoniati anche dal documento che ne annovera la parziale rimozione, il confino o l’incapsulamento.
- Evaristo Sparvieri
Nell’elenco, tra gli altri immobili, compaiono anche le scuole dell’infanzia San Damaso, Edison, Modena est e Villaggio Giardino. Edifici su cui l’assessore Marino in estate aveva annunciato interventi, testimoniati anche dal documento che ne annovera la parziale rimozione, il confino o l’incapsulamento.
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