«I cinesi si collocano dove c’è manodopera, in segmenti dove la specializzazione non è importante. Adesso si stanno espandendo anche nel biomedicale e nel terzo fuoco della ceramica, essenzialmente il taglio».
Così Barbara Bulgarelli, responsabile Cna, commenta il fenomeno cinesi nell’area carpigiana: delle 357 imprese associate, 71 a Carpi, con una spiccata presenza nella confezione di abbigliamento.
«Il fenomeno prevede l’inserimento in segmenti minori per provare a salire nel processo lavorativo», spiega Bulgarelli.
Per la responsabile Cna, «Carpi non è Prato», ma «la confezione di abbigliamento è prevalentemente in mano loro e il rischio invasione ci può essere».
Quanto anche alla possibile espansione nei piccoli esercizi, Bulgarelli allerta su una possibile perdita di controllo del prezzo di economia: «Le aziende locali hanno una ricaduta sul territorio in termini di tasse e servizi che le imprese cinesi possono non avere. In secondo luogo, la concorrenza elevata e il basso costo della manodopera si uniscono ad altri fenomeni come il lavoro nero, su cui bisogna intensificare i controlli. Il sospetto è che qualcosa non sia regolare quando il prezzo finale è più basso di un terzo»
(e.spa.)
Così Barbara Bulgarelli, responsabile Cna, commenta il fenomeno cinesi nell’area carpigiana: delle 357 imprese associate, 71 a Carpi, con una spiccata presenza nella confezione di abbigliamento.
«Il fenomeno prevede l’inserimento in segmenti minori per provare a salire nel processo lavorativo», spiega Bulgarelli.
Per la responsabile Cna, «Carpi non è Prato», ma «la confezione di abbigliamento è prevalentemente in mano loro e il rischio invasione ci può essere».
Quanto anche alla possibile espansione nei piccoli esercizi, Bulgarelli allerta su una possibile perdita di controllo del prezzo di economia: «Le aziende locali hanno una ricaduta sul territorio in termini di tasse e servizi che le imprese cinesi possono non avere. In secondo luogo, la concorrenza elevata e il basso costo della manodopera si uniscono ad altri fenomeni come il lavoro nero, su cui bisogna intensificare i controlli. Il sospetto è che qualcosa non sia regolare quando il prezzo finale è più basso di un terzo»
(e.spa.)
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