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giovedì 10 febbraio 2011

Staminali, l’Ue premia Modena

 Due milioni e 250 mila euro. É l’importante premio in denaro vinto da un progetto di ricerca capitanato da Fulvio Mavilio, docente della facoltà di Bioscienze e biotecnologie dell’università di Modena. Lo studio è tra i vincitori dell’Advanced Grant, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali assegnato dall’European research council (Erc).
È un organismo della Ue che ogni anno eroga contributi per progetti di ricerca particolarmente meritevoli e innovativi. “Gene therapy for inherited skin adhesion disorders” il titolo della ricerca, che conferma Modena all’avanguardia sulla caratterizzazione delle cellule staminali epiteliali e sull’applicazione clinica in terapie cellulari e geniche. Il progetto del professor Mavilio, direttore del gruppo di ricerca presso il centro modenese di Medicina rigenerativa “Stefano Ferrari”, verte sullo sviluppo di nuove tecnologie per la modificazione genetica di cellule staminali dell’epidermide umana, con particolare riferimento alla terapia genica dell’Epidermolisi bollosa. Nel 2010, sono stati oltre 2.000 i progetti presi in considerazione dall’Erc, che ha esaminato l’impatto scientifico di lavori riguardanti tre grandi aree di ricerca: scienze della vita, scienze fisiche e ingegneristiche, scienze sociali ed umanistiche. Di questi, sono stati 621 i progetti presi in esame nella categoria “Scienza della vita”: 99 quelli ritenuti idonei per l’ammissione al riconoscimento, tra i quali anche lo studio dell’equipe modenese, a cui ora arriverà un finanziamento di oltre 2 milioni di euro. «Le Epidermolisi bollose sono una famiglia di malattie genetiche rare dovute a difetti di adesione della pelle, di cui alcune forme sono letali nel periodo perinatale, mentre altre, meno gravi, sono caratterizzate da distacco bolloso della cute e piaghe, con compromissione delle capacità visive e un rischio elevato di tumori della pelle - spiega Mavilio - Non esistono cure e le terapie esistenti si limitano al controllo dell’infezione. Nel 2006, il mio gruppo e quello del prof. De Luca hanno per la prima volta dimostrato l’efficacia terapeutica del trapianto di cellule staminali geneticamente modificate. Lo scopo di questo nuovo progetto è lo sviluppo di strumenti più efficaci e più sicuri di quelli già usati».
- Evaristo Sparvieri

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