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domenica 4 luglio 2010

Lo Stato regala ai Comuni case, terreni e relitti «Più costi che guadagni»

«E’ irritante. Per il Comune ci sarà un trasferimento di costi piuttosto che un patrimonio di beni». Non usa mezzi termini l’assessore alla programmazione e gestione del territorio, Daniele Sitta, mentre commenta la lista dei beni che, in base alla legge sul federalismo demaniale, potrebbero diventare di proprietà comunale. La lista, ancora provvisoria, è stata stilata dal demanio e si trova all’esame della commisione bicamerale che, con ogni probabilità, a fine luglio pubblicherà la versione definitiva.  Circa 11.000 i beni distribuiti in tutta Italia, tra terreni e fabbricati, di cui 1.558 in Emilia Romagna e 272 nei Comuni della nostra provincia. Secondo la legge, ogni ente potrà far richiesta del bene a titolo gratuito, a patto che siano indicati tempi e modalità di utilizzo, su criteri di “massima valorizzazione funzionale”. «Qualche terreno può essere utile per il riordino delle proprietà - continua Sitta - ma direi che i costi potrebbero essere maggiori dei benefici». Ma quali e quanti sono i terreni e i fabbricati che interessano i Comuni della Provincia? E come si comporteranno gli amministratori nel momento in cui si dovrà decidere se fare richiesta? A scorrere l’elenco, si trovano situazioni molto differenti. Dei 272 beni su territorio provinciale, ben 44 riguardano il Comune di Modena. Beni di valore, come l’area dell’ex caserma Cittadella di viale Montecuccoli, il posto di ristoro per le mondariso di viale Monte Kosica o l’ex gruppo rionale “XXVI settembre” di viale Storchi, i cui valori di inventario oscillano tra i 2 e i 3 milioni di euro. Ma anche beni decisamente low cost, che valgono poche decine di euro, come un appezzamento di terreno di Camposanto, in via Panaria est, che vale appena 63 euro. A Carpi, San Cesario e Concordia, anche tratti di canali che, secondo l’elenco, hanno valore d’inventario pari a zero. Eppure proprio i beni di minor valore sembrano i più appetibili per le amministrazioni locali: strisce di terreni utili per migliorare piani urbanistici e viabilità, con costi di manutenzione decisamente inferiori rispetto ai fabbricati dal valore milionario. «In un certo senso, moi siamo precursori del federalismo demaniale - spiega l’assessore alle politiche patrimoniali, Fabio Poggi - perchè da tempo avevamo contatti con il demanio militare per alcune aree di nostro interesse, come l’Ottavo Campale o il deposito dell’Aeronautica. Ma per i beni militari la legge prevede che si aspetti un anno in più». Tra i beni, nella lista compare una porzione di terreno del tiro a segno nazionale Sacca. Valore di inventario, circa 126.000 euro. «Sul tiro a segno c’è già un accordo con il demanio militare per creare un nuovo tiro a segno, tra Modena e Castelfranco - continua Poggi - Con i proventi della vendita dal demanio si otterrano fondi anche per i lavori dell’Accademia. Quanto al posto ristoro, già da una quindicina d’anni c’è un centro di formazione statale, che organizza corsi per adulti e stranieri».  Dopo Modena, con 43 beni, c’è Concordia. Molti i “relitti di bonifica”, con qualche eccezione di “prestigio”, tra cui un fabbricato sui terreni dell’ex tratta ferroviaria Mirandola-Rolo, valore di inventario 440.000 euro circa. A Lama Mocogno, un solo fabbricato. «E’ una casa privata, abbandonata da tempo - dice il sindaco, Luciana Serri - E’ in campagna. Non so come abbia fatto a finire tra i beni demaniali e non credo che faremo richiesta. Già alcuni anni fa avevamo chiesto al demanio di fare un bando per la messa in vendita». A Finale, ci sono l’ex casa del popolo di via Trento e Trieste (valore 955.000 euro), tratte ferroviarie e piccoli pezzi di terreni, molti a bordo strada, per un totale di 22 beni. «E’ più facile che faremo richiesta degli appezzamenti a bordo strada che di strutture come l’ex casa del popolo - fanno sapere dal Comune - così potremo allargare le attuali vie e non avremo alti costi di manuntenzione per nuove strutture». «Nella tratta ferroviaria - aggiunge il sindaco, Raimondo Soragni - credo addirittura ci sia già una ciclabile inaugurata due anni fa con tanto di alberi». Quanto agli altri comuni in lista, Bomporto conta 13 beni, Mirandola 26, Bastiglia 14, Cavezzo 4, Carpi, Vignola, Soliera e S.Felice 5, Sassuolo, San Possidonio, Marano, Palagano, San Cesario e Zocca 2, Novi e Castelnuovo 9, Campogalliano e Medolla 8, S.Prospero 14, Savignano 6, Ravarino 3, Spilamberto 7, Serramazzoni, Prignano, Pavullo, Piavepelago, Polinago, Montecreto, Camposanto, Castelvetro, Castelfranco 1. - Evaristo Sparvieri

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