Cerca nel blog

giovedì 14 ottobre 2010

La mamma: «Me lo hanno ucciso in 2 ore» Pasticche comprate fuori dal locale. La madre lancia un appello: ragazzi non drogatevi

la Gazzetta di Modena — 12 ottobre 2010   pagina 13   sezione: PROVINCIA

«Gli amici di Enrico ci hanno raccontato di aver preso una pasticca quella sera: ma com'è possibile che mio figlio sia stato l'unico a essere devastato?». E' lo sfogo di Ciro e Rita Rumolo, i genitori di Enrico, il 19enne morto lunedì dopo un party in un locale bolognese. Sarà l'autopsia a stabilire le cause del decesso, dovute ad una miscela letale di alcol e droghe. Ieri, davanti la camera mortuaria a Bologna, la madre Rita ha lanciato un appello: «Non dimenticate ciò che è successo a mio figlio: i giovani devono sapere a cosa vanno incontro assumendo droghe».
«Un dolore straziante». All'obitorio di via Pietro Albertoni, ieri mattina c'erano anche i cugini di Enrico, arrivati a Bologna da Napoli, città d'origine del padre Ciro.  Raccontano di un ragazzo come tanti altri. Mai si sarebbero aspettati una tragedia del genere. Forte, tra i familiari, sorge il sospetto che il cocktail letale che ha portato ad un progressivo collasso degli organi del 19enne, sia stato assunto all'insaputa del ragazzo: «Chi ci assicura che qualcuno non abbia messo nel bicchiere di mio figlio qualche altro tipo di pasticca? - si chiede la madre Rita - me lo hanno ammazzato in due ore». Sospetti dettati dal dolore e dal ricordo dell'ultima sera che Enrico ha trascorso a casa: «Ci ha chiesto 10 euro per uscire con gli amici. Poi ci ha detto che andava a ballare a Bologna, cosa che non faceva spesso e perciò ci ha chiesto se potevamo dargli qualcosa in più. In tutto aveva 20 euro, che dovevano bastargli per due giorni: 10 li ha spesi per l'ingresso, non posso credere che con altri 10 euro sia possibile acquistare tutta quella droga. I medici da subito non ci hanno dato speranze».  Per questo la madre ha voluto lanciare un appello ai giovani: «E' necessario che i ragazzi sappiano a cosa vanno incontro. Se vedono movimenti strani nelle discoteche, devono trovare il modo di denunciarli». La notte della tragedia, intorno alle 2, la madre Rita anche aveva contattato il figlio con il cellulare: «Ha risposto. Era lucido. Cosa è successo in quelle due ore?». Domande che potrebbero trovare risposte nel corso delle indagini. A partire dall'autopsia sul corpo del ragazzo, che avverrà nelle prossime ore e che comprenderà anche gli esami tossicologici necessari per avere conferma delle sostanze assunte (chetamina e anfetamina). Gli accertamenti autoptici sono stati disposti dal pm di Bologna Morena Plazzi, che ha aperto un fascicolo per spaccio di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato. I carabinieri intanto sono alla caccia degli spacciatori che hanno venduto le pasticche anche a due amici di Enrico. La droga sarebbe stata acquista fuori dal Synklab di via Mattei, il locale in cui si è svolta la serata techno. Probabilmente lo spaccio è avvenuto fra i tanti capannoni della zona, di giorno animata da attività artigianali, ma già conosciuta dalle Forze dell'ordine come luogo di spaccio notturno. In passato erano stati fatti anche controlli. Da ieri su Facebook, gli amici di Enrico hanno creato una pagina di ricordo, invasa da messaggi. Ancora da decidere la data dei funerali, che per volontà della famiglia si svolgeranno a Carpi.
13 ottobre 2010

Nessun commento:

Posta un commento