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mercoledì 6 ottobre 2010

Sicurezza, viale Gramsci vuole più agenti in strada «Ci sono zone da evitare»

la Gazzetta di Modena — 04 ottobre 2010 pagina 06 sezione: CRONACA

«Se ci sono poliziotti, carabinieri e vigili di quartiere, passano tutti di qua», spiegano nel Ballantine’s bar, uno dei punti di ritrovo di viale Gramsci. A pochi giorni dalle dichiarazioni dell’assessore comunale Antonino Marino - che ha chiesto la presenza fissa di un poliziotto di quartiere e «non saltuaria come in questi ultimi tempi» - l’argomento sicurezza tiene banco tra residenti e commercianti. Alle affermazioni dell’assessore, è seguita la replica della Questura, che ha assicurato regolare servizio con l’impiego del medesimo personale e con il ricorso a poliziotti di quartiere «dotati di pistola, palmare e telefono cellulare».
 Nel Ballantine’s bar, in effetti, nell’arco di pochi minuti, intorno alle 11.30 del mattino, passano 2 vigili urbani, 2 agenti in borghese e 2 carabinieri. Ma appena si comincia a chiedere in giro se ci sia o meno una vigilanza costante di quartiere, il dibattito si anima. Le voci sostengono che i vigili sono presenti, ma da un po’ non si vedono il carabiniere e il poliziotto di quartiere. Tra i cittadini, tutti sono disposti a parlare, pochi però - anche per timore - vogliono vedere il proprio nome sul giornale. Come una signora seduta sulle panchine vicino l’Agip, additate dai residenti come uno dei luoghi “da evitare”. Abita di fronte alla farmacia rapinata nei giorni scorsi: «I poliziotti passano in macchina e prendono il caffè al bar - racconta - I vigili dovrebbero passare più spesso. Qui nelle panchine c’è sempre bivacco». A bere un caffè al bar, c’è anche Paolo Montanari: «E’ inutile che mettano vigili e poliziotti che poi non passano. Bisogna far rispettare le leggi che ci sono. Da decenni la situazione non cambia». E aggiunge: «Nel parco XXII Aprile c’è uno spaccio continuo». Qualche metro più in là, in un punto noleggio auto, ci sono Roberto Cutarolo e Lorenzo Sarti: «I controlli? I vigili pensano più a far multe che alla sicurezza - affermano - Ora c’è qualche controllo in più per via della rapina, ma in giro è pieno di drogati». La pensa in maniera simile anche Maura Borghesari, che in viale Gramsci ci lavora: «Una volta c’era il carabiniere, ma poteva far poco. I vigili passano soprattutto il giovedì per le multe. Con la malavita che c’è in giro penso che non possano fare granché». Nel parco XXII Aprile, altra zona definita “off-limits”, Barbara Marzochella è seduta su una panchina. Mangia un kebab con un’amica: «Non abito qui - dice - ma ci passo spesso perché vengo a trovare amici. Qualche sera fa c’era un movimento strano. Se fossi stata sola avrei avuto paura». Quella che racconta è una sensazione di insicurezza condivisa anche da altre persone. Lo testimonia l’edicolante Sabrina Bergianti, che spesso ascolta gli umori dei suoi clienti: «Molti si lamentano e dicono che si vedono vigili solo al mattino». Si dice ancora choccata per la rapina in farmacia: «Poteva succedere anche al mio locale». Kilic Hummhuan gestisce da qualche mese un alimentari: «I vigili passano fino alle 17. I poliziotti e i carabinieri di quartiere solo ogni tanto - afferma - In questi giorni non ci sentiamo tanto sicuri». Fuori dal coro è Piera Ferrani, professoresa di lettere alle Marconi. Non fatica ad ammettere che di notte parco e panchine «è meglio evitarle», ma aggiunge: «Il quartiere ha vissuto un’evoluzione veloce. Secondo me ci sono sia vigili, che poliziotti e carabinieri di quartiere. L’ideale, però, sarebbe animare la zone con iniziative che portino la gente a far vivere di nuovo il parco che le strade». -

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