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domenica 31 ottobre 2010

Ufficio immigrati, sit-in in prefettura

 “A rischio è il posto di lavoro del 70% degli impiegati nell’Ufficio immigrazione della Questura e di un terzo dei lavoratori che prestano servizio nello sportello unico per l’immigrazione della Prefettura”. E’ l’allarme lanciato dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica, che ieri mattina hanno organizzato un sit-in di protesta per salvaguardare quattordici precari che rischiano di perdere il posto a causa dei tagli della manovra finanziaria. A manifestare, davanti la sede del prefetto, circa un centinaio di persone, riunite sotto le tre sigle sindacali con il sostegno di Sap, Siulp e Silp. “Siamo qui per sostenere 14 lavoratori a tempo determinato, nove dell’ufficio immigrazione della Questura e cinque dello sportello unico della Prefettura, che vedranno il loro contratto scadere il 31 dicembre - spiegano Elena Belli e Francesco Raffa di Cisl-Fp - Chiediamo al Ministero dell’interno il rinnovo del contratto o la loro assunzione a tempo indeterminato”. I quattordici lavoratori a rischio si occupano di regolarizzare la presenza di immigrati sul territorio, svolgendo le pratiche per il rilascio dei permessi di soggiorno. Nei giorni scorsi, i funzionari sindacali hanno incontrato il questore e il prefetto, i quali hanno assicurato di appoggiare le loro istanze davanti al Governo. “Il dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura, Vincenzo Tammaro, ha già riferito che in mancanza di questi nove lavoratori si scenderà da 120 a solo 20 convocazioni al giorno per il rilascio dei permessi agli stranieri - afferma Fabio Giammarco del Sap - La nostra era una Questura virtuosa in questo servizio. I tempi di consegna venivano ampiamente rispettati. Senza i 9 lavoratori si dovranno togliere agenti dalle strade, a discapito della sicurezza dei cittadini”. Tra i precari, c’è Simona Quaglietta: “Dopo essere stati interinali, nel 2008 abbiamo vinto un concorso. Ci avevano assicurato che, dopo un periodo a tempo determinato, saremmo stati assunti a tempo indeterminato e adesso voglio mandarci a casa - spiega - Molti di noi si sono trasferiti dalla Campania, dall’Abruzzo. In questo modo si mette a rischio anche la nostra stabilità familiare”. “E’ chiaro che c’è una volontà del Governo di affidare la pubblica amministrazione a contratti estemporanei e non continuativi - afferma Vincenzo Santoro della Cgil - Il Governo parla di sicurezza e poi riduce in maniera drastica gli organici che devono occuparsene”. - Evaristo Sparvieri

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