Spese fisse, riduzione degli orari di apertura e delle iniziative, acquisto di libri, periodici e supporti multimediali per l’aggiornamento del patrimonio presente nelle biblioteche cittadine, a partire dalla biblioteca Delfini. In vista dell’emergenza tagli alla cultura, in agenda per l’anno prossimo, sono questi alcuni punti sui quali si dovrà intervenire per l’elaborazione di una strategia complessiva di risparmi che interesserà le biblioteche e i punti lettura presenti in città. A pochi giorni dall’approvazione del bilancio - previsto per dicembre - gli scenari sono ancora tutti aperti, così come l’entità dei tagli che dal Governo verrebbero dirottati nelle casse modenesi. E Meris Bellei, direttrice delle biblioteche comunali, illustra un piano di possibili interventi, in concertazione con l’assessorato alla Cultura e con i diversi partners delle biblioteche, per cercare di mantenere alto il livello di un servizio «entrato a far parte del vissuto di migliaia di persone». «Al vaglio ci sono diverse possibilità, tra cui una riduzioni degli orari di apertura delle biblioteche e una diminuzione del programma delle iniziative - spiega la direttrice - Stiamo lavorando in accordo con l’assessorato per capire dove limare la nostra spesa. Da un lato siamo certi che i tagli ci saranno ma, per ora, abbiamo ricevuto solo istruzione di non impegnare cifre per il 2011, in attesa dell’approvazione del bilancio». Per la Bellei, tagliare sugli acquisti di libri sarebbe «un enorme dispiacere» perché i libri rappresentano l’essenza del servizio: «Qualcosa andrà rivisto su iniziative e su orari di apertura, che probabilmente in futuro non potranno essere come quelli attuali. Se dovessi scegliere, preferirei ridurre gli orari, magari con accorgimenti di qualche decina di minuti giornaliere in apertura e in chiusura». Tra le biblioteche cittadine, a rischiare maggiormente è proprio la Delfini: «E’ la biblioteca più esposta ai tagli perché la più importante e la più corposa, quella con la maggiore quantità di materiale a disposizione dei cittadini. Le altre hanno meno organico e meno orario - continua la stessa Bellei - La Rotonda, ad esempio, ha solo due persone in organico quindi è impensabile una sua riduzione». Ciò che la direttrice tenterà di evitare, è che i cataloghi rimangano indietro in termini di aggiornamenti su novità editoriali e multimediali: «A malincuore, potremmo tagliare alcune delle centinaia di iniziative che ogni anno avvicinano le persone alle nostre biblioteche - continua Bellei - Le iniziative rappresentano una voce più facile da limare: innanzitutto perché sono diverse per spesa e per tipologia, consentendo di lavorare di cesello; in secondo luogo, perché è possibile ripristinarle l’anno prossimo, una volta superate le difficoltà. Quanto al taglio di libri e riviste, è più difficile intervenire, ed è fondamentale per una biblioteca stare al passo con le novità e avere un’offerta sempre aggiornata». Per evitare che anche le iniziative vedano una riduzione troppo drastica, inoltre, Bellei valuta la possibilità di una maggiore collaborazione con le altre realtà culturali modenesi: «Si cercherà di seguire una strategia di selezione e di collaborazione con gli altri enti, come ad esempio l’Università. Ma la condizione di crisi è generalizzata. Penso ad esempio a quanto svolto insieme ai teatri, che adesso con i tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo) sono in crisi. Il trattamento che il governo riserva alla cultura fa davvero rabbrividire». - Evaristo Sparvieri
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