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lunedì 22 novembre 2010

Bonini: «E' emergenza per i nuovi poveri. Serve l aiuto di tutti»

la Gazzetta di Modena — 21 novembre 2010   pagina 11   sezione: CRONACA

«Stiamo affrontando una spesa di 15mila euro per cambiare il sistema di produzione dell’acqua calda, messo a dura prova dall’aumento costante di senza tetto che si rivolgono alla nostra struttura e valuteremo la possibilità di aumentare il numero di coperte e sacchi a pelo da distribuire. Saremmo grati a chiunque voglia darci una mano». Dopo l’allarme dei Servizi Sociali del Comune, costretti per carenza di fondi, a tagliare l’assistenza, arriva l’appello di Giorgio Bonini, direttore di Porta aperta, l’associazione della Caritas diocesana che offre accoglienza alle persone senza fissa dimora. Con l’inverno i volontari si stanno impegnando a fronteggiare l’emergenza, fatta anche dell’aumento di richieste di aiuto per il continuo crescere dei nuovi poveri.
 Tra le iniziative di Porta Aperta, la distribuzione di coperte e sacchi a pelo per offrire un giaciglio a chi è costretto a trascorrere la notte al freddo, e un canale diretto di accoglienza temporanea, per un massimo di sette giorni, per i senza tetto che si trovano in condizioni di salute particolarmente gravi, per i quali l’arrivo imminente del calo delle temperature potrebbe rivelarsi pericoloso.  «Quando riceviamo una segnalazione di un senzatetto in gravi condizione di salute - spiega Bonini - facciamo in modo di accoglierlo direttamente nel nostro dormitorio, senza che passi prima per le strutture ricettive. Quanto alle coperte e ai sacchi a pelo, generalmente ne vengono distribuite circa una cinquantina». Numeri che potrebbero aumentare nel caso arrivi un inverno particolarmente rigido: «Siamo disponibili a ricevere donazioni».  Oltre al dormitorio, che conta venticinque posti letto, nella sede di Porta Aperta, vicino al cimitero di San Cataldo, sono numerosi i servizi offerti: dalla mensa con un pasto serale gratuito, all’ambulatorio medico fino al servizio docce. «Facendo una stima prudenziale, direi che a Modena ci sono circa 200 persone senza fissa dimora. Alcuni vengono da noi solo per un pasto, magari dormendo nelle case abbandonate o trovando ospitalità da un amico - continua Bonini - I dati in nostro possesso testimoniano un aumento di nuovi poveri che riguarda sempre più anche le persone di origine italiana. E’ evidente che la crisi si fa sentire. Nella mensa, ad esempio, aumentano le persone che vengono nella speranza di trovare un pasto anche nelle ore di pranzo. E il servizio non è più frequentato solo da stranieri come in passato». Ed è proprio la mensa un indicatore fondamentale delle nuove forme di povertà: «Prima l’andamento delle utenze aveva un carattere stagionale, che trovava il picco in autunno ed in inverno. Per molti la mensa funzionava come integratore del reddito, perché durante l’estate trovavano lavori saltuari Da un paio di anni, invece, l’accesso è costante e continuo». Incrementi allarmanti si sono registrati anche nel servizio docce e hanno indotto l’associazione ad affrontare la spesa per la sostituzione del vecchio sistema di produzione dell’acqua calda con uno più all’avanguardia, dotato di caldaia a condensazione e pannelli solari. «In modo da risparmiare sulle spese in maniera sostenibile», commenta Bonini. Quanto ai servizi ambulatoriali, anch’essi hanno registrato dati preoccupanti, con un aumento delle richieste: «E’ inevitabile - conclude Giorgio Bonini - Più gente sulla strada, che si nutre una sola volta al giorno, vuol dire un peggioramento delle condizioni di salute delle persone che hanno bisogno del nostro aiuto».   © RIPRODUZIONE RISERVATA - Evaristo Sparvieri

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