“Nessuna rivoluzione in vista”. Così il professor Leonardo Fabbri al termine della prima riunione in veste di direttore del dipartimento di Oncologia del Policlinico. La nomina è arrivata a pochi giorni dalla “bomba” lanciata da Massimo Federico, primario afferente al suo dipartimento che, in cerca di letti e di spazi che ritiene gli spettino di diritto, ha annunciato la volontà di trasferirsi in una delle due strutture universitarie con sede nell’ospedale di Baggiovara. «Abbiamo ribadito nei confronti di Massimo Federico la nostra disponibilità ad offrire accoglienza ai pazienti suoi e quelli del professor Stefano Sacchi» spiega il professor Fabbri, che conferma l’intenzione di non apportare modifiche a breve termine nella struttura di sua competenza.
Professor Fabbri, le richieste di Massimo Federico porteranno a modifiche nell’organizzazione di Oncologia?
«Sono pienamente soddisfatto di come è organizzato attualmente il dipartimento, con una sola unità operativa complessa affidata al professor Pier Franco Conte, un professionista che stimo e che spero rimanga a Modena ancora a lungo. C’è un clima ottimo e si lavora bene».
Eppure Federico reclama letti, spazi e personale, annunciando di andare a Baggiovara.
«Massimo Federico rappresenta una ‘variabile’ all’interno del dipartimento. Nel caso ritenga di avere più opportunità a Baggiovara, non posso impedirgli di trovare una soluzione che lo soddisfi. Non spetta comunque a me decidere in merito, dal momento che questo tipo di decisioni sono di competenza della Regione e della conferenza sul Pal. Io vedo Federico come efficiente dal punto di vista della produttività scientifica, dell’attività e della capacità di attrarre risorse. Ma non c’è solo lui nel dipartimento. Il restante 97 per cento del personale, siamo in tutto circa trecento persone, lavora, fa straordinari e sacrifici senza per questo protestare».
Non teme che con il trasferimento del professore vengano meno le risorse legate alle sue numerose attività, prima fra tutte quelle dell’associazione Angela Serra?
«Le risorse uscirebbero dalla porta e rientrerebbero dalla finestra, nel senso che rimarrebbero comunque in Università e nella sanità modenese. In fondo, noi tutti siamo qui per servire la collettività».
Anche se quelle entrate finirebbero per finanziare la realizzazione di un Centro oncologico bis di Baggiovara...
«Credo che le decisioni siano rimandate a quanto emergerà dal Pal. Se gli amministratori locali riterranno di dover aprire un nuovo centro oncologico, non sarò certo io a oppormi. Ma le indicazioni vanno verso l’unificazione, piuttosto che verso la duplicazione. Oncologia, tra l’altro, è già presente anche a Carpi».
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