“E’ giusto razionalizzare, ma non credo che il Pal, al quale anch’io fornisco il mio contributo in commissione, voglia negare i diritti dei miei pazienti di avere un letto e di essere seguiti dal professionista che hanno scelto”. Massimo Federico continua la sua battaglia personale. Dopo aver annunciato il trasferimento a Baggiovara, l’oncologo ribadisce la sua decisione: “Chi amministra deve far rispettare uguali condizioni per entrambi i primari di Oncologia”. Professor Federico, è ancora deciso a trasferire le sue attività a Baggiovara?
“Qualcuno potrebbe sostenere che la mia aspirazione è infondata, ma c’è una delibera molto chiara al riguardo”.
Ovvero?
“Si tratta di una delibera del consiglio di facoltà del 2002, sul concorso per professore di prima fascia che poi ho vinto”.
E’ la delibera a cui ha fatto riferimento annunciando il suo trasferimento.
“E’ lì che si stabilisce che nel dipartimento deve esserci ‘l’accurata articolazione interna, per garantire ad entrambi i docenti la disponibilità indispensabile per poter svolgere attività didattica, assistenziale e di ricerca’. Cioè, io e il professor Conte dovremmo avere lo stesso trattamento in termini di letti, spazi e personale. Ma non è così. ll mio staff, ad esempio, è composto da 7 oncologi, quello di Pier Franco Conte da 15. Un paio di giorni dopo la mia entrata in servizio, nel 2005, c’è stata una riunione del comitato direttivo, alla quale non ho partecipato, che di fatto ha stabilito l’attuale assetto, escludendomi dalla possibilità di avere letti e spazi adeguati”.
Come fa a sostenere che i due ruoli non sono equiparati?
“Dal primo giugno, come prime visite, la nostra unità di Oncologia 2 ha realizzato 449 prime visite contro le 541 di Oncologia 1. I day hospital aperti sono stati 163 contro 317 e, lunedì scorso, 8 i pazienti ricoverati contro 26. Questi numeri sono un flusso dettato dal fatto che Oncologia 1 è l’unico canale per il ricovero. E’ vergognoso che gli 8 miei pazienti, che avevano iniziato il loro percorso per via ambulatoriale, non possano essere seguiti dal medico che hanno scelto. Gli spazi occupati da Conte sono stati realizzati con il lavoro mio e del professor Stefano Sacchi”.
Tra la sua situazione attuale e il trasferimento a Baggiovara, con la creazione di un Centro oncologico bis, c’è di mezzo il Pal.
“La mia volontà è proseguire il lavoro svolto nei confronti dei cittadini modenesi anche nella nuova posizione di lavoro. La mia vicenda non ha nulla a che vedere con il Pal che, se non prevede doppioni, faccia almeno rispettare le regole, con parità di trattamento. Nel caso io vada a Baggiovara, mi impegnerei a migliorare le potenzialità di quell’ospedale”. - Evaristo Sparvieri
Nessun commento:
Posta un commento