SAVIGNANO. Oltre al paraurti rinvenuto sul luogo della tragedia, punto di partenza per le indagini è stata la testimonianza resa agli inquirenti da parte di Helga Bertanti, titolare della lavanderia Orchidea. Il suo negozio è a poche decine di metri dalla staccionata in cui Leone ha perso la vita. E’ stata lei la prima persona a passare sul luogo dello schianto e a chiamare soccorsi. «Ho chiuso il negozio, stavo andando a far benzina - racconta sconvolta - l’ho visto mentre camminava con la bici sul ciglio della strada. Ho pensato che era pericoloso perché era molto buio. Purtroppo quando sono ripassata, dopo qualche minuto, ho visto una bici a terra e le gambe al di qua della staccionata. Mi sono resa conto che era successo ciò che temevo». Dopo aver visto il giovane esangue, Helga Bertanti è corsa a chiedere aiuto: «Sembrava cosciente. L’impressione era che respirasse ancora. Ma quando sono arrivati i soccorsi ci siamo resi conto che non c’era nulla da fare. E’ terribile». (e.s.)

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