SAN CESARIO. Una relazione tecnica, a cura del Dipartimento di Scienze e Sanità Pubblica dell’Università, che parla di danni alla salute di almeno 300 persone e all’ambiente provocati dalle attività della Emiliana Rottami, già in passato sotto accusa per lo stoccaggio di rifiuti vetrosi. A presentarla, insieme al comitato civico “No vetro nell’aria”, Emilio Salemme della Consulta Ambiente e Sabina Piccinini, di Legambiente, che annunciano la consegna del documento alla Procura, allegato a un esposto contro la ditta di raccolta e smaltimento rifiuti vetrosi. La relazione, realizzata da un’equipe di ricercatori capitanata dal direttore di dipartimento Paola Borella, è stata commissionata in luglio dalla Consulta per la tutela dell’ambiente. Una copia verrà consegnata alla Procura, allegata a un esposto. Un’altra alla Commissione Europea. «Quella dell’Emiliana Rottami è una storia antica che, nonostante gli esposti, le istruttorie e i rilievi, dura da più di 20 anni senza soluzione - esordisce Salemme - Siamo ancora in attesa di sapere quando avverrà la realizzazione dello stabilimento unico di via Bonvino, con il conseguente smantellamento del sito di via Verdi». La relazione è il risultato di sopralluoghi realizzati dagli studiosi dell’Unimore. Per Piccinini, che è anche consigliere comunale, sono molti gli elementi allarmanti messi in luce nello studio: «Sapevamo già che le fibre di vetro possono essere cancerogene. Ma un aspetto importante riguarda il sollevamento delle polveri. Già nelle passate prescrizioni della Provincia c’era l’obbligo di coprirle per evitare danni sulla salute dei residenti - commenta - Si tratta di ciò che nella relazione viene definito un semplice “principio precauzionale” che tuttavia non viene rispettato. Nella relazione, inoltre, la polvere di vetro è indicata come “abrasiva” e “nociva”, aggiungendo numeri di rilievo, come le circa 700mila particelle di vetro che si posano in un’ora sui davanzali delle case». Per questi motivi, alcuni residenti hanno dato vita ad un nuovo comitato che si costituirà in settimana: «La montagna di cumuli aumenta sempre di più - afferma il presidente Stefania De Biase - Abbiamo monitorato l’area e ci siamo accorti che il problema non riguarda solo noi residenti. Il vetro entra in contatto anche con le balle di fieno e con gli animali da allevamento, inquinando la catena alimentare». Sono 300 i cittadini interessati.
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