CASTELFRANCO. Dopo la morte per overdose di Enrico Rumolo, il 19enne di Carpi stroncato l’11 ottobre da un cocktail di stupefacenti durante una nottata trascorsa nei locali techno di Bologna, arrivano altri arresti per spaccio di sostanze stupefacenti davanti ai locali techno bolognesi e nei guai sono finiti due un 35enne di Castelfranco e un 23enne di Maranello. Dopo la morte del 19enne carpigiano, proseguono senza sosta i controlli delle forze dell’ordine per arginare il fenomeno dello spaccio di droghe, anche sintetiche, all’esterno e all’interno delle discoteche bolognesi. E a finire in manette sono stati due giovan, uno di Castelfranco e l’altro di Maranello. Nella notte di Halloween gli investigatori dell’Arma hanno battuto le aree più intensamente frequentate dai giovani in cerca di serate musicali, concentrandosi su via Mattei. I controlli si sono svolti nell’area esterna al gruppo di capannoni che ospitano i vari locali notturni pressochè anonimi, senza insegne e identificabili solo grazie alla presenza di locandine che pubblicizzano le serate. Intorno all’una e mezza, un bolognese di 34 anni e un 35enne di Castelfranco sono stati trovati in possesso di oltre 10 grammi di “psilocybe semilanceata”, un fungo allucinogeno che cresce anche sull’appennino emiliano, in grado di provocare sensazioni di distorsione sensoriale. La successiva perquisizione sulla loro auto ha permesso di rinvenire ulteriori 133 grammi della stessa sostanza. Circa un’ora dopo, i militari sono tornati in azione e hanno fermato R.M., 23 anni della provincia di Modena, e D.A., 17enne palermitano, trovati in possesso di 2,3 grammi di “mdma”, 0,8 grammi di ketamina e 5 cartoncini imbevuti di lsd. Alle prime luci dell’alba, infine, L.N., 20 anni, bolognese, è stato sorpreso a cedere 0,8 grammi di hashish a B.H., 21, marocchino incensurato, quest’ultimo segnalato alla Prefettura di Bologna per uso personale di sostanza stupefacente. Particolarmente interessante secondo i carabinieri il sequestro dei funghi allucinogeni, indice di una estrema varietà e diversificazione delle sostanze usate dai ragazzi. La “psilocybe semilanceata” è un allucinogeno naturale usato a partire dagli anni ‘80 in Italia ma da decenni diffuso in altri paesi europei. Cresce tra i mille e i duemila metri, particolarmente in zone dove pascolano bovini. Come tutti i funghi, la stagione adatta è l’autunno e tra breve i primi freddi la faranno scomparire. La potenza allucinogena è potenzialmente elevata e il genere di funghi “psilocybe” è inserito nella tabella 1 del ministero della Sanità, accanto alle droghe dette pesanti. L’assunzione per ingestione di una quantità eccessiva può produrre gravi effetti, variabili in base alle caratteristiche fisiche del consumatore. La variabilità del principio attivo presente nella pianta è però un ulteriore elemento di rischio, poichè è possibile che un fungo di maggiori dimensioni sia estremamente più potente di altri più piccoli e la stima “per numero” di funghi assunti sia fuorviante circa gli effetti potenziali. Dopo aver sequestrato stupefacenti e contanti, i carabinieri hanno arrestato i cinque pusher: i maggiorenni nelle camere di sicurezza di varie caserme di Bologna, il minorenne è stato accompagnato presso un centro di prima accoglienza. Si è poi tenuta l’udienza per il giudizio direttissimo, a seguito del quale tutti gli arresti sono stati convalidati con la condanna a 5 mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa) per uno dei cinque e l’obbligo di presentazione agli organi di polizia per altri tre. - Evaristo Sparvieri
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