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venerdì 21 gennaio 2011

Carpi e Modena si alleano per un impianto di cremazione

fonte:comune.carpi.mo.it
 «Cremazioni? Abbiamo un accordo di compartecipazione con il Comune di Modena per la costruzione di un impianto a due forni». Dopo le segnalazioni arrivate alla Gazzetta, l’assessore Carmelo Alberto D’Addese difende il servizio. Costo dell’impianto: oltre 2 milioni di euro.
 Bare in attesa, parcheggiate nelle celle frigorifere delle camere ardenti del Ramazzini per giorni, prima di affrontare un viaggio, umiliante per i familiari, alla ricerca di un impianto crematorio disponibile. Spesso i familiari dei defunti vedono le salme dei loro cari arrivare fino a Mantova, con tempi di riconsegna che, come testimoniato ieri sulla Gazzetta sfiorano la settimana.
 «É stata già approvata la realizzazione di un impianto a due forni - spiega l’assessore alle Onoranze funebri D’Addese - il bando è partito. Tempi di realizzazione: circa due anni». E così anche la provincia di Modena potrà finalmente dotarsi di una struttura - ora assente - per rispettare le ultime volontà di coloro che decidono che il proprio corpo venga cremato dopo il decesso. L’impianto - con qualche ritardo sulla consegna del progetto - sorgerà nel cimitero di Modena di San Cataldo, nei pressi della Sala dei funerali. Oltre 2 milioni di euro il costo.
 Ieri pomeriggio, intanto, all’ospedale Ramazzini erano quattro su un totale di sei le celle frigorifere occupate, in attesa di trovare un posto in uno dei pochi forni rimasti attivi: Mantova in ristrutturazione, chiuse anche Parma e Reggio. Resta Ferrara. Poco per una scelta che nella nostra provincia interessa il 30% dei defunti (600 su 1.800 circa). Cifre simili per Carpi, con 239 cremazioni su 779 funerali, a testimoniare la diffusione della pratica.
 E infatti, sempre ieri al Ramazzini, altre quattro erano le salme presenti nell’obitorio in attesa del funerale: quattro persone che in vita hanno deciso di essere cremate. Il rischio è che le sei celle frigo dell’ospedale non siano sufficienti, e che per due salme su quattro i tempi di attesa siano ulteriormente allungati.
 «A Carpi la situazione è complicata dall’assenza di un obitorio comunale - fanno sapere dal Ramazzini, escludendo però ogni rischio “ingorgo” - ma la situazione è sotto controllo, a meno di eventi straordinari che comportino elevata mortalità».
 Tra gli altri problemi segnalati, anche una burocrazia definita «vessatoria». Ma l’assessore D’Addese difende il servizio funebre comunale: «Grossi problemi non ci sono mai stati. Tendenzialmente il servizio funebre del Comune rimane alto e la tempistica non è al di fuori della norma. Le attese sono in parte legate al fatto che dobbiamo rivolgerci all’esterno».
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- Evaristo Sparvieri

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