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giovedì 20 gennaio 2011

Sul Vignola-Bologna con i pendolari infuriati: «Ritardi e sporcizia»


 VIGNOLA. La linea ferroviaria Vignola-Bologna resta un nodo irrisolto. Gli utenti ancora salgono su convogli vecchi, i nuovi treni promessi non arrivano; permangono grosse difficoltà nel fare i biglietti; ci sono soppressioni frequenti di corse per motivi non sempre chiariti e troppi trasbordi che allungano i tempi e sfiniscono i passeggeri. Noi ieri il viaggio lo abbiamo fatto e ve lo raccontiamo.
 Alle 6.35 il treno regionale 11649, partito da Bologna alle 5.30, arriva in stazione. Ad attenderlo, al buio e nella nebbia, c’è un gruppo di studenti. La stazione è quasi deserta, in tutto non più di 30 persone, soprattutto ragazzi, come Angelo, Alessio, Samuele e Simona, studenti delle superiori di Casalecchio. A tre di loro, iscritti all’alberghiero “Scappi”, una professoressa ha fatto presente i ripetuti ritardi con cui arrivano a scuola la mattina: «Siamo circa in trenta a partire da qui a quest’ora - affermano - Molti ragazzi e qualche lavoratore. I bagni non sono puliti e i controllori non passano mai perchè prima di Bologna il treno si riempie». In effetti, stazione dopo stazione (18 fermate), i sedili si riempiono di giovanissimi. Come due ragazzi, entrambi di nome Matteo, che la mattina arrivano a Vignola da Bazzano, percorrendo la tratta dei loro coetanei in senso inverso. Alle 7.48, invece, da Vignola parte un nuovo regionale: 11442. E’ il treno di lavoratori e universitari: identico al precedente, non ha nulla a che vedere coi nuovi Atr 220 promessi, acquistati da Fer di recente e di cui, sostengono i pendolari, è sparita ogni traccia. A svelare in parte il mistero, seduto in un vagone c’è Andrea Paltrinieri, rappresentante dell’associazione “In prima classe per Bologna - Vignola”: «Gli Atr hanno girato bene per un paio di mesi, da settembre a novembre, fino all’inaugurazione. Poi hanno avuto problemi per il collaudo sulla linea, in parte gestita da Fer, in parte da Rfi». E aggiunge: «Sono treni nuovi, ma hanno solo 155 posti a sedere, meno di questo su cui viaggiamo». Altrettanto informato sui problemi del servizio è il compagno di viaggio Stefano Corazza: «Qualità bassissima, orari non rispettati e frequenza scarsa». E mentre il locomotore accelera a singhiozzo, entrambi ricordano che l’Atr 220 è più veloce. «Questo ha fatto sì che negli orari in vigore dal 12 dicembre sia stata aggiunta la fermata “Zola Chiesa”. Ora i treni veloci non ci sono più, ma la fermata è rimasta, facendoci perdere 10 minuti a corsa». Si unisce Veronica Valisi, universitaria, secondo cui anche nelle stazioni non tutto fila liscio: «A Vignola non c’è emettitrice. Se il bar è chiuso diventa un problema e non sempre si riesce a oblitare il tagliando». Sulle corse soppresse, Paltrinieri aggiunge: «Circa 400, una al giorno, nel 2009-2010. É la cifra regionale più alta». Tra i rimasti a piedi più volte c’è Alessandro Gualtieri: «Da quattro anni faccio su e giù fino a Bologna per lavoro. É un servizio pessimo». Di fronte è seduta Jessica Crivaro: «Sull’Atr non sono mai salita, né l’ho mai visto». Soddisfatto del viaggio è Paolo Mella, di Savignano, che però ammette che si tratta della sua prima volta sulla tratta, direzione Bologna. Qualche sedile più in là, Dalila Galli lamenta problemi coi biglietti: «Sulle multe per chi non riesce a obliterare non c’è uniformità di trattamento tra i controllori». Infine accenna a periodici trasbordi di treno a Via Lunga. E tra una lamentela sui sedili sporchi e una sulla puzza, dai finestrini opachi entra un raggio di sole. Ore 8.50: Bologna centrale.
- Evaristo Sparvieri

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